Amorim cambia la difesa del Milan Il nuovo Milan prende forma, ma il reparto arretrato preoccupa.
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L'idea di calcio che Ruben Amorim sta cercando di trasmettere al gruppo squadra rappresenta qualcosa che va ben oltre il semplice risultato finale.
La vittoria conquistata è certamente importante, ma ciò che conta davvero è che i concetti tattici dell'allenatore sembrino essere stati recepiti dalla squadra in maniera convincente. Si tratta di una premessa indispensabile affinché, nel tempo, questo nuovo approccio al gioco possa diventare il tratto calcistico distintivo e riconoscibile di questo Milan. Un segnale incoraggiante, dunque, ma che non deve far abbassare la guardia su alcune criticità emerse con chiarezza nel corso della partita. Perché se la prestazione complessiva ha offerto spunti interessanti, è nella fase difensiva che si annidano le preoccupazioni più serie. Negli ultimi quindici minuti di gara, dopo l'uscita dal campo di Gila, la difesa rossonera ha letteralmente ballato sotto l'assalto avversario, rischiando concretamente di vanificare tutto il lavoro egregiamente svolto nei precedenti settantacinque minuti.
Un crollo di lucidità e di organizzazione che non può essere ignorato e che impone una riflessione approfondita, al di là delle simpatie o delle opinioni personali su singoli giocatori. La domanda che si pone con urgenza è se questo reparto sia davvero attrezzato per affrontare una stagione intera ad alti livelli, o se non sia necessario intervenire sul mercato con un rinforzo mirato.
La questione si fa ancora più delicata se si considera il futuro incerto di Fikayo Tomori, il cui addio a fine mercato rimane uno scenario tutt'altro che improbabile. Su questo tema, è doveroso esprimere una posizione che potrebbe risultare impopolare, ma che appare ragionata e concreta.
Se non dovesse arrivare un'offerta seria e concreta per il difensore inglese, la scelta più saggia sarebbe quella di puntare su di lui, tentando di recuperarlo e reintegrarlo pienamente nel progetto tecnico.
Le motivazioni sono chiare: Terracciano non offre le garanzie necessarie per poter essere considerato un'alternativa affidabile, e Gila, per quanto stia dimostrando di essere uno dei migliori in campo, non può e non deve essere costretto a giocare ogni singola partita senza un ricambio all'altezza. Allegri si trova dunque davanti a un bivio importante, e le scelte che verranno fatte nelle prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per le ambizioni del Milan.
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