Milan, allarme rosso: troppi errori e una rosa cortissima Rossoneri scarichi fisicamente e mentalmente, le riserve non convincono

16/01/2026

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La trasferta del Franchi ha messo in luce tutte le fragilità di un Milan che sembra aver smarrito certezze e brillantezza. La prestazione offerta contro la Fiorentina rappresenta probabilmente il punto più basso del recente cammino rossonero, con una squadra apparsa svuotata sia dal punto di vista fisico che mentale. Una prova opaca che deve far riflettere seriamente sulla direzione intrapresa e sulle problematiche strutturali che affliggono il gruppo di Massimiliano Allegri.
La gara si è complicata fin dalle prime battute a causa di errori individuali francamente imperdonabili. Christian Pulisic ha vanificato due occasioni nitidissime nella prima frazione di gioco, lasciando in bianco il foglio delle marcature rossonere proprio nel momento in cui la partita andava indirizzata. La Fiorentina ne ha approfittato passando in vantaggio con la rete di Comuzzo, costringendo il Milan a inseguire.
Il pareggio firmato da Nkunku ha evitato una sconfitta che sarebbe stata pesantissima, ma il risultato finale racconta solo parzialmente i rischi corsi dalla formazione milanese. La traversa colpita da Brescianini e la provvidenziale uscita bassa di Mike Maignan su Moise Kean hanno infatti salvato un punto che poteva sfumare nel finale, quando i viola hanno spinto con maggiore convinzione alla ricerca del colpo vincente. Il problema più evidente resta la discontinuità di rendimento all'interno della stessa partita.
Il Milan continua a mostrare due volti completamente diversi, alternando momenti di discreta qualità a lunghi passaggi a vuoto che mettono in pericolo il risultato. Questo atteggiamento schizofrenico non può essere sostenibile nel lungo periodo e rischia di compromettere definitivamente gli obiettivi stagionali. La fortuna ha assistito i rossoneri sia nella sfida contro il Genoa che in quella di Firenze, ma affidarsi costantemente alla buona sorte non rappresenta certo una strategia vincente. La sirena d'allarme deve risuonare forte e chiara nelle orecchie di tutto l'ambiente.
Le preoccupazioni non si limitano peraltro al solo aspetto tattico e caratteriale. Sul piano atletico il Milan appare poco reattivo nella conquista delle seconde palle, lento nelle letture e scollegato nelle posizioni preventive. Allegri ha provato a trasmettere indicazioni precise a Matteo Gabbia affinché riordinasse le spaziature difensive, ma il messaggio non sempre è arrivato ai compagni di reparto.
La Fiorentina si è dimostrata più aggressiva e determinata, sfruttando ogni incertezza avversaria. Un altro nodo cruciale riguarda il divario qualitativo tra titolari e riserve. Gli investimenti effettuati su Samuele Ricci e Ardon Jashari non stanno producendo i frutti sperati. L'ex centrocampista del Torino ha provato ad assumere il ruolo di regista, ma le sue prestazioni risultano scolastiche, con letture lente e scelte prevedibili che non elevano il livello della manovra. Jashari può ancora godere di un periodo di adattamento, ma il credito di pazienza non è illimitato.
Quando l'ossatura principale della squadra viene modificata, il rendimento complessivo cala vistosamente, evidenziando i limiti di una rosa costruita senza la necessaria profondità. Il prossimo impegno contro il Como si preannuncia tutt'altro che semplice. Servirà recuperare in fretta lucidità fisica e mentale per invertire una tendenza preoccupante. I punti persi nel girone d'andata pesano sul cammino rossonero e andranno recuperati nella seconda parte di stagione se si vorrà centrare la qualificazione alla prossima Champions League.


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