A Como ci ha pensato Maignan Una vittoria strana, tra mille difficoltà
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C'è un vecchio adagio nel calcio che recita: "I portieri valgono mezzo campionato". Mai proverbio fu più azzeccato per descrivere quanto accaduto ieri sera allo stadio Sinigaglia, dove il Milan è uscito con tre punti pesantissimi nonostante una prestazione complessiva ben al di sotto delle aspettative.
Il risultato finale, un rotondo 3-1 per la formazione ospite, racconta solo parzialmente la verità di una serata che ha mostrato ancora una volta le contraddizioni di una squadra capace di toccare il fondo e le stelle nell'arco di novanta minuti.
L'inizio della partita ha confermato un trend preoccupante per i tifosi rossoneri. La squadra di Allegri è apparsa in balia degli eventi, incapace di costruire azioni manovrate e costantemente in affanno nella propria metà campo. La formazione di Fabregas, brillante e organizzata, ha dominato territorialmente e nelle idee, passando meritatamente in vantaggio dopo soli nove minuti.
Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Kempf ha svettato indisturbato nel cuore dell'area rossonera, trovando una marcatura fantasma e depositando comodamente in rete. Un gol che ha certificato le difficoltà difensive del Milan sui calci piazzati, problema che si trascina ormai da diverse settimane e che continua a rappresentare un tallone d'Achille evidente.
La reazione ospite è stata timida, quasi inesistente. Il pallone viaggiava senza logica da una parte all'altra del campo, con i padroni di casa pronti a recuperarlo e a ripartire con pericolosità. La costruzione dal basso, tanto cara al calcio moderno, si trasformava puntualmente in un boomerang, con passaggi orizzontali e retropassaggi che non facevano altro che alimentare il pressing avversario.
Se il Milan è andato negli spogliatoi sotto di un solo gol, il merito è esclusivamente di Mike Maignan. Il portiere francese ha compiuto almeno quattro interventi decisivi, tra cui un doppio miracolo allo scadere della prima frazione che ha evitato un passivo ben più pesante. Riflessi felini, posizionamento impeccabile e una personalità che trasuda sicurezza ai compagni: qualità che fanno di lui uno dei migliori interpreti del ruolo a livello mondiale.
Non è un caso che lo stesso Allegri, in conferenza stampa, abbia dedicato parole di elogio al suo estremo difensore, sottolineando come il suo rinnovo contrattuale rappresenti una priorità assoluta per il club. "Rinnovargli il contratto è come rinnovare un centravanti da venti gol a stagione", aveva commentato qualcuno al termine della partita, sintetizzando perfettamente il valore aggiunto del francese.
Il secondo tempo ha raccontato una storia diversa, anche se non completamente tranquillizzante. Il Como ha inevitabilmente abbassato i ritmi, pagando lo sforzo profuso nei primi quarantacinque minuti, e il Milan ha iniziato a trovare spazi prima inesistenti.
Ancora Maignan è stato chiamato a interventi importanti in avvio di ripresa, dimostrando una concentrazione costante nonostante il crescente predominio territoriale dei suoi. Poi, come spesso accade nel calcio, un episodio ha cambiato l'inerzia della partita.
Rafael Leao, fino a quel momento troppo discontinuo, ha prodotto una delle sue accelerazioni irresistibili sulla sinistra, seminando il panico nella retroguardia comasca e servendo un assist millimetrico per l'inserimento di Adrien Rabiot. Il francese, con la freddezza che lo contraddistingue, ha battuto il portiere avversario ristabilendo la parità e dando il via alla rimonta rossonera.
Il centrocampista transalpino si è caricato la squadra sulle spalle, confermando quanto sostenuto dal suo allenatore: "È uno dei migliori in Europa. Ogni tanto mi fa arrabbiare, ma quando lo fanno arrabbiare gioca da solo". Una descrizione perfetta per un giocatore che alterna momenti di apparente indolenza a prestazioni di altissimo livello.
Nel finale, Rabiot ha messo la firma definitiva sulla partita con un sinistro potente da fuori area che non ha lasciato scampo al portiere avversario. Un gol di pregevole fattura che ha chiuso i conti e permesso al Milan di tornare a casa con i tre punti.
Interessante la gestione delle risorse da parte del tecnico livornese, che ha preferito tenere in panchina Christian Pulisic per tutta la gara. Una decisione motivata dalle due partite molto dispendiose giocate dall'americano nei giorni precedenti, con l'allenatore che ha optato per inserire maggiore fisicità nel secondo tempo.
L'ingresso di Fullkrug, descritto come determinato a esserci "per forza" nonostante la condizione non ottimale, ha dato nuove soluzioni offensive alla squadra, permettendo di allungare il campo e creare spazi per gli inserimenti dei centrocampisti.
Nonostante la vittoria, Allegri ha voluto mantenere i piedi per terra, sottolineando come l'attenzione debba rimanere rivolta alla classifica alle spalle piuttosto che alle posizioni di vertice. "Vincere a Como non era facile, anzi, molto difficile", ha dichiarato il tecnico, evidenziando come nei momenti di difficoltà la squadra si sia allungata troppo invece di mantenere compattezza difensiva.
Un'autocritica che dimostra consapevolezza dei limiti mostrati, unita però alla soddisfazione per essere riusciti a portare a casa un risultato prezioso in una serata complicata.
