Quando esoneri l’allenatore è il progetto a fallire Fassone e Mirabelli hanno delle responsabilità

01/12/2017

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Tutti ricordano Vincenzo Montella per aver riportato il Milan in Europa.
Pochi ricordano la fatica per racimolare quei pochi punti necessari per agguantare l’ultimo posto, quello che avrebbe aperto le porte al doppio preliminare di Europa League.
I guai di Montella non nascono in questa stagione, ma fondano le radici profonde in quella scorsa e non può essere una rete di Zapata a tempo scaduto nel derby ad annebbiare la mente.
Massimiliano Mirabelli e Marco Fassone hanno delle responsabilità oggettive nel rendimento di Vincenzo Montella.
Il primo per aver allestito una squadra non adeguata alle esigenze del Mister che da luglio a novembre, in 6 mesi su 10 di cui si compone una stagione, non è stato in grado di trovare una quadra.
Il secondo per non aver compreso che la situazione da diverse settimane stava precipitando.
I fischi di San Siro, prima ingenerosi ma poi fin troppo gentili, sono stati un segnale importante che non poteva più essere ignorato.
La sconfitta a Genova e la distanza con le prime è inaccettabile per chi ha investito come mai nessuno nel nostro calcio, ma soprattutto, ha dilapidato un patrimonio di entusiasmo intorno al Milan.
Se il Milan avesse perso proponendo bel gioco, divertimento, grinta e determinazione, non ci sarebbe stato nulla da ridire o recriminare, invece la realtà parla di prestazioni scialbe e maglie non sudate.
La responsabilità della scelta di Rino Gattuso dimostra che gli elementi che sono mancati sono proprio la determinazione e la grinta, e l’attaccamento alla maglia di Rino deve essere da esempio per tanti giocatori a Milanello.
La dirigenza ha terminato la luna di miele con i tifosi: da lunedì si è entrati in una nuova fase.
Se prima bastavano le frasi ad effetto per accendere l’entusiasmo, da lunedì le cose formali hanno un peso ben diverso.
Sia verso la squadra, sia verso i tifosi, ma soprattutto verso la proprietà e l’Uefa.
La benevolenza con cui la coppia è stata accolta e coccolata, non c’è più e da ora in poi ogni mossa verrà valutata con attenzione, non solo dagli ipercritici e perennemente negativi nei nostri confronti, ma anche da chi indossa maglia e sciarpa e segue la squadra al di là di tutto.
Niente sarà più come prima, purtroppo, perché quel clima estivo a Casa Milan piaceva davvero tanto a tutti.


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