La scelta di Gattuso Margine di rischio alto nella scelta, ma serviva una figura capace di unire

01/12/2017

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Aria nuova a Milanello. L'avvento di Rino Gattuso sulla panchina del Milan segna un punto di svolta, l'ennesimo, per il club meneghino.
L'era Montella si chiude così con la spiacevole sensazione di ciò che poteva essere e non è stato.
Si conclude con una qualificazione alla Europa League a maggio scorso e con un trofeo conquistato 11 mesi fa. Non è poco in un periodo decisamente di vacche magre, ma è lecito porsi la domanda su che cosa sia accaduto da Doha in poi. Da gennaio 2017 infatti il rendimento del Milan non è stato più su livelli medio buoni.
Nella scorsa stagione le colpe sono ricadute sulla rosa, in quest'inizio di stagione invece le mire maggiori sono finite sull'allenatore. I dubbi e i misteri rimangono e, probabilmente, resteranno insoluti.
Di sicuro c'è da evidenziare due aspetti che sono immediatamente conseguenti alla scelta della società di esonerare Montella e di puntare su Gattuso. In primo luogo il margine di rischio, discretamente alto in quanto si tratta di un esordiente.
Le grandi bandiere del Milan (Seedorf e Inzaghi), in questi anni, hanno toccato con mano quanto sia complicato stare sulla panchina rossonera senza un adeguato bagaglio di esperienza. C'è però un secondo aspetto da evidenziare ed è quello meramente storico, affettivo, strettamente legato al concetto di appartenenza.


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La società non può ancora trasmettere valori: è troppo nuova per farlo. Aveva bisogno quindi di una figura che rappresentasse il milanismo ed i valori della storia rossonera. In teoria l'allenatore ideale, in questo momento, era pertanto Carlo Ancelotti.
Non sappiamo se sia stato contattato, ma possiamo comunque immaginare che Carletto, alle soglie dei 60 anni, non se la sarebbe sentita di prendere una squadra in corsa. Preso atto di ciò, è normale quindi che la scelta sia caduta su Gattuso. Le sue qualità di allenatore in questo momento vengono in secondo rilievo.
L'aspetto simbolico di Gattuso conta di più: serviva una figura che unisse sia la squadra e sia la tifoseria. Nessuno più di lui può farlo.

Capitan Uncino


 


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