Modric out, chi gioca al suo posto? Allegri deve scegliere Sarà la volta di Jashari?

01/05/2026

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Il Milan perde Luka Modric per le ultime quattro partite di campionato a causa di una frattura allo zigomo, un infortunio che costringe il centrocampista croato a chiudere anticipatamente la propria stagione in rossonero. Una notizia che pesa, perché Modric aveva disputato un'annata di alto livello, dimostrando ancora una volta di essere un calciatore fuori dal comune, capace di incidere con qualità, esperienza e visione di gioco in ogni circostanza. Dispiace soprattutto per lui, che avrebbe meritato di concludere il campionato in campo, onorando fino all'ultimo minuto una stagione condotta con grande professionalità e dedizione. Per fortuna la sua partecipazione al Mondiale non è a rischio, e questo rappresenta un sollievo non soltanto per il giocatore ma anche per tutti coloro che lo ammirano. Con la speranza che Modric possa vestire ancora la maglia del Milan nella prossima stagione, il club e Massimiliano Allegri devono ora fare i conti con la sua assenza e trovare le soluzioni più adeguate per non perdere qualità ed equilibrio nella zona nevralgica del campo. Il tecnico rossonero si trova dunque davanti a un bivio importante, una scelta che potrebbe avere ripercussioni non soltanto sul rendimento immediato della squadra ma anche sulle gerarchie future del centrocampo milanista. I candidati principali a raccogliere l'eredità di Modric in questi ultimi impegni stagionali sono due: Ardon Jashari e Samuele Ricci, due profili molto diversi tra loro per caratteristiche, storia e peso specifico all'interno del gruppo. Ricci rappresenta la soluzione più collaudata, quella che garantisce maggiore affidabilità e continuità di rendimento. Allegri conosce bene le sue qualità, sa cosa può aspettarsi da lui e sa che il centrocampista italiano è in grado di gestire la posizione centrale con intelligenza tattica e buona lettura delle situazioni di gioco. È un calciatore concreto, attento in fase di copertura e capace di far girare il pallone con la giusta pulizia tecnica. In un momento delicato come questo, la sua presenza potrebbe garantire quella stabilità di cui il Milan ha bisogno per non perdere punti preziosi. Jashari, invece, rappresenta il futuro, e la sua candidatura ha un valore che va ben oltre il semplice turn-over. Lo svizzero era stato identificato fin dal suo arrivo come il naturale erede di Modric nel ruolo di mezzala o di playmaker centrale, e queste ultime quattro partite di campionato potrebbero rappresentare per lui un'occasione irripetibile per dimostrare il proprio valore. Non va dimenticato che il Milan ha investito la scorsa estate ben trentacinque milioni di euro per assicurarsi le sue prestazioni, una cifra importante che porta con sé aspettative altrettanto importanti. La stagione di Jashari è stata purtroppo condizionata pesantemente da un infortunio al perone riportato ad agosto, che lo ha tenuto lontano dal campo per un lungo periodo e ha inevitabilmente rallentato il suo processo di adattamento al calcio italiano e al sistema di gioco di Allegri. Ora che è recuperato e ha ritrovato la condizione, l'assenza di Modric potrebbe essere paradossalmente la spinta giusta per farlo emergere definitivamente. Giocare con continuità in questo finale di stagione gli permetterebbe di acquisire minuti importanti, di entrare nei meccanismi della squadra con maggiore convinzione e di presentarsi alla prossima stagione con una base solida su cui costruire. La scelta di Allegri sarà indicativa anche delle intenzioni del club in chiave futura: puntare sulla solidità di Ricci o osare con il talento di Jashari. In entrambi i casi, il Milan non può permettersi di abbassare il livello a centrocampo, perché è proprio da lì che passa la qualità del gioco rossonero.


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