Il gap della trequarti In quella zona di campo il Milan deve alzare la qualità nei suoi interpreti

09/07/2021

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“Vogliamo alzare la qualità”. Con questa frase Stefano Pioli si è presentato alle telecamere in occasione del raduno di ieri, che ha dato ufficialmente inizio alla stagione sportiva 2021-2022 per il Milan.
Non è un incipit banale, bensì la vera e propria esigenza che la società rossonera è chiamata a colmare sul mercato, visti i numeri della passata stagione che hanno evidenziato una discrasia alquanto emblematica.
Il Milan infatti ha avuto un rendimento bivalente nel campionato scorso: micidiale in trasferta dove gli uomini di Stefano Pioli hanno raccolto 49 punti su 57 disponibili, rivedibile invece fra le mura amiche dove i punti conquistati sono stati soltanto 30 su 57 disponibili.
In sostanza, rendimento da scudetto dei record fuori casa (meglio addirittura dell’Inter di Conte capace di superare quota 90 punti stagionali), cui faceva da contraltare un rendimento da settimo posto in casa.
Le ragioni di questa differenza non possono spiegarsi in altro modo che con l’atteggiamento tattico diverso da parte degli avversari dei rossoneri: più garibaldino quando affrontano il Milan fra le mura amiche, più abbottonato quando vengono a San Siro.
Questo tipo di tendenza è abbastanza usuale nel campionato di Serie A: continuerà certamente anche nelle prossime stagioni e per questo motivo il monito lanciato da Pioli va colto in maniera importante dalla società rossonera.
Il Milan infatti fa estremamente fatica contro le squadre che si chiudono a riccio perché, per come è stato strutturato e costruito, ha bisogno di spazi al fine di poter esprimere al meglio la sua proposta di gioco.
Per fare questo è necessario che venga alzata la qualità degli interpreti che agiscono alle spalle di Ibrahimovic, visto che i numeri della scorsa stagione sono abbastanza eloquenti da questo punto di vista.
Rebic è l’unico giocatore che è andato in doppia cifra, segnando 12 gol, mentre Saelemekers dal canto suo ha limitato il proprio contributo offensivo a sole 2 reti. Calhanoglu invece ha segnato 4 gol, di cui soltanto 3 su azione (1 su rigore).


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Appare chiaro ed evidente come il vero gap del Milan nella scorsa stagione sia stato proprio nella sua trequarti offensiva che non ha mai avuto giocatori particolarmente abili nello stretto (non a caso ha trovato spazio Diaz nel finale di stagione) e che non ha mai avuto giocatori con tanti gol nelle gambe.
Se a ciò aggiungiamo i problemi legati all’età di Ibra che hanno portato il centravanti svedese a giocare soltanto il 50% delle gare stagionali, realizzando soltanto 3 reti nel girone di ritorno, capiamo perché nella seconda parte di stagione il Milan ha faticato così tanto.
Lecito quindi che Stefano Pioli inviti il club, con il suo consueto garbo, a mettere mano nel reparto della squadra che rappresenta ad oggi il tallone d’Achille della stessa: se non viene alzare la qualità degli interpreti, diventa difficile pensare di poter ripetere la stagione passata.
Per la dirigenza sportiva rossonera pertanto, composta da Paolo Maldini e Ricky Massara, c’è un compito fondamentale, ovverosia quello di prendere due giocatori (un esterno destro ed un trequartista) capaci di dare alla squadra nuove soluzioni di gioco e di giocata.

Capitan Uncino

 


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