La strategia di Elliott ha pagato Investimenti sui giovani e tanto talento da crescere

28/05/2021

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Godiamoci il secondo posto. Godiamoci il record di vittorie in trasferta. Godiamoci la qualificazione alla massima competizione UEFA per club. Ma poi ricordiamoci che il percorso di rinascita è solo all’inizio.
Nell’ultima sua comunicazione Maldini infatti è stato chiaro: per tornare davvero competitivi ci vogliono 3 anni di partecipazione stabile in Champions League.
Questo perché oltre che a creare introiti decisamente “pesanti”, consente di continuare nel processo di investimento della squadra all’interno non solo delle regole del Fair Play Finanziario (FPF), ma di quelle di una società gestibile con buon senso e che non generi perdite. O Almeno in quantità fisiologica.
Con le squadre di calcio, big comprese, coperte di debiti, la virtuosità di Elliott – che spesso ha fatto rima con taccagneria o scelte incomprensibili ai tifosi – ha premiato. E’ innegabile e gli va riconosciuto.
Fin da subito il fondo ha deciso di intraprendere una strada che portasse alla ristrutturazione del bilancio, magari a discapito dei risultati o di avere qualche big in più in squadra. Giovani, talentuosi e di basso costo, o almeno abbordabile.
Unica eccezione, anche se fatta obtorto collo: Ibrahimovic. Però lui è parte integrante e insostituibile della rinascita. Pure Gazidis ha dovuto cambiare idea sullo svedese che costa tantissimo ma che apporta un valore aggiunto con un moltiplicatore vicino ad infinito.
E in quest’ottica, vanno anche letti i rinnovi, finora mancati, di Donnarumma e Calhanoglu. Si è sbagliato all’inizio, ma adesso non ci si arrende ai diktat esosi di chi vuole scassare il bilancio. E’ più importante in questa fase blindare Kessie e riscattare Tomori, tanto per dare un’idea.
Ragionare in un’ottica di bilancio significa anche questo.
Non come vorrebbero far passare molti commentatori secondo cui il Milan si sarebbe trasformato in una Udinese che campa con il player trading. No, non hanno capito nulla.
Si cresce anche attraverso prestiti poi da valutare.
Se si va In Champions e ci si rimane, entrano nuovi sponsor, arrivano più fondi dalla UEFA (pool market compreso) e si incassa di più dal botteghino quando finalmente ci si abbraccerà negli stadi.
Senza fare passi più lunghi della nostra gamba. In questo l’Atalanta ha spiegato a tutti in Europa.
Fatevene una ragione: il Milan è tornato.


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