Donnarumma chi? Ritratto di un personaggio che merita pochi commenti

28/05/2021

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Due grandi obiettivi raggiunti in 48 ore sono un grandissimo risultato per un club come il Milan che, da qualche anno, tentava vanamente una risalita verso le zone della competitività della classifica, senza tuttavia riuscirci.
Il primo grande obiettivo raggiunto è arrivato domenica sera, quando due rigori di Kessiè hanno consentito al Milan di vincere una partita fondamentale in quel di Bergamo e di rientrare finalmente in Champions League dopo 8 lunghe stagioni in cui la qualificazione non era mai arrivata.
C’è stato poi il secondo obiettivo, non di campo, che doveva verificarsi da qualche anno, ma che c’è stato soltanto il 25 maggio 2021: il Milan ha finalmente messo alla porta, come meritava, Gigio Donnarumma. In questi ultimi anni Donnarumma non è stato semplicemente il portiere titolare del Milan: è stato purtroppo anche una vera e propria sceneggiatura adattata per una fiction post-moderna. Rimane, non rimane, firma il rinnovo, non lo firma, vuole garanzie di una squadra importante, vuole che il Milan sia in Champions League, vuole una commissione importante per il suo agente, vuole aspettare, non vuole sentirsi pressato, ha in mano altre offerte più remunerative, il Milan non è all’altezza delle sue ambizioni.
Ne abbiamo lette e sentite di ogni. Quel che è mancato però è stato un ragionamento con una domanda inevitabile e conseguenziale: chi diavolo è Gigio Donnarumma? Il fatto di essere un portiere dal grande potenziale non lo autorizza a trattare un club così glorioso come un semplice bancomat. Il Milan è una cosa seria ed i giocatori che vi giocano e che, magari, hanno la fortuna di indossare la fascia di capitano devono assolutamente porsi in un’ottica diversa rispetto a quella scelta da Gigio sin dall’estate del 2017.
Donnarumma è solo un portiere forte che dovrebbe ringraziare ogni giorno il Milan per avergli dato l’opportunità di esordire in Serie A a soli 16 anni: tanti altri lo avrebbero mandato in giro a farsi le ossa. Il Milan gli ha dato onori, prestigio, ricchezza e gloria. Lui ha ricambiato con indifferenza demenziale e con l’incapacità di apprezzare ciò che si ha, propria degli ignavi. Il suo non rinnovo è un capolavoro etico che rimarrà nella storia.


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Cosa sono 30-40 milioni di plusvalenza dinanzi alla dignità? E soprattutto chi è Donnarumma?
Questo triste figurino non ha avuto nemmeno gli attributi per affrontare pubblicamente la questione, per spiegare che voleva andare via: scelta legittima s’intende, ma se porti al braccio la fascia di capitano devi comunque dare delle spiegazioni ai tifosi perché i milioni di euro che prendi ogni anno vengono da un club che si alimenta e vive della passione di quei tifosi. Lui invece preferisce rimanere nascosto sotto il gonnellino di Raiola perché esporsi non rientra nei suoi canoni. D’altronde le uscite, anche in campo, non gli sono mai piaciute troppo ed è il suo fondamentale meno solido.
Quel che ci si può augurare è che anche quei tifosi romantici e legati a Donnarumma aprano gli occhi e si rendano conto della grande cosa fatta dal Milan: la società non ha accettato ricatti, non ha voluto fare polemiche, ha accompagnato alla porta il disertore mascherato ed ha puntato tutto su un portiere importante proveniente dalla Francia.
Perché il Milan è di chi lo ha vissuto, ma soprattutto è di chi lo ha compreso.

Capitan Uncino


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