Una società debole non serve a nessuno. La congiura Perché il Milan non punta i piedi di fronte a evidentissimi danni ricevuti

30/04/2021

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Il Milan ha il proprio stile.
Troppo spesso ci si aggrappa a questa frase per evitare polemiche.
Il problema è che determinate decisioni arbitrali arrivano sempre e comunque ai danni dei rossoneri, piaccia o no.
L'espulsione di Ibra nel derby di Coppa Italia per opera di Valeri, l'espulsione di Ibra contro il Parma per opera di Maresca e infine il gol che ha tagliato le gambe alla rincorsa rossonera contro la Lazio a Roma per opera di Orsato sono segni indelebili della poca reputazione che il Milan gode presso i palazzi del calcio italiano.
E non è necessario scomodare la Super League, perché gli episodi non hanno niente a che fare con questa e le decisioni prese dalla federazione, visto che ne Inter ne Juve sono state penalizzate negli episodi.
Abbiamo parlato di reputazione e non di considerazione perché il problema è proprio quello.
La dirigenza rossonera si è creata una reputazione di gente seria, ma molto mansueta, che non aggredisce le terne arbitrali e che non fa polemica dopo la partita.
Peccato che questo stile diventi un'arma contro il Milan che si vede così messo sotto pressione, se non addirittura penalizzato da eventi particolarmente gravi e del tutto gratuiti.
Valeri che prende provvedimenti contro Ibra al primo falletto, Maresca che sente fischi per fiaschi e Orsato che nega l'evidenza del richiamo al VAR e, in spregio a qualsiasi cosa, prima vuole dare il gol, poi guarda rapidamente e quindi conferma la decisione, sono fatti gravissimi che incidono sulla società rossonera, ma che hanno un impatto enorme presso la credibilità del calcio italiano.


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La super League, bollata come un'iniziativa di ricchi contro i poveri, pare abbia semplicemente acceso i riflettori su un sistema che non può più essere chiuso e clientelare.
Se urli e strepiti poi ottieni, se stai zitto finisce che alla lunga subisci.
Qualcuno penserà che si tratta di una difesa verso il Milan, perché di fatto questo è un magazine per i tifosi rossoneri, ma in realtà è la dimostrazione pratica di come sostengono di venire trattate le piccole società dal "palazzo".
Quante volte avete sentito dire "la congiura del palazzo" accostata a squadre che lottano per la salvezza?
Perché il calcio, in tempi di trasparenza e di VAR, riesce ancora a determinare le situazioni in maniera nemmeno troppo furba?
Non c'è che una risposta, fin troppo ovvia.
Il problema è che la dirigenza rossonera, visto che non si può parlare di proprietà, non ha ancora capito come funziona il calcio italiano e di conseguenza quello europeo e mondiale. Eppure la vicende della Super League avrebbe dovuto insegnare qualcosa.
E così, come sempre, si rischia di venire presi a pesci in faccia.
Solo che la società probabilmente è felice di "porgere l'altra guancia", i tifosi molto, ma molto meno.
Diciamo pure per niente.
 


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