Pioli e i movimenti dei centrocampisti Il Milan fatica a vincere e, come all'inizio della scorsa stagione, non tira

09/04/2021

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Il Milan è tornato ad essere una squadra che non tira in porta.
Sembrava qualcosa appartenente al passato, al 2029 e al periodo prima del Covid19, eppure questa tendenza è tornata prepotentemente alla ribalta.
Il Milan di Stefano Pioli aveva una media di due reti segnate a partita, con oltre una decina di conclusioni pericolose nella porta avversaria.
Ultimamente questo trend è stato ribaltato e se si esclude il primo tempo della gara con la Roma, il Milan ha grosse difficoltà a giungere alla conclusione, non solo a segnare.
Si potrebbe ipotizzare che la condizione fisica non sia perfetta, piuttosto che gli avversari hanno iniziato a prendere le misure ai rossoneri.
In realtà si è visto, analizzando le gare, che i principali problemi di quest'ultimo periodo del Milan è da ricercare nei movimenti "complicati" dei centrocampisti.
Infatti, sia quando c'è Saelaemakers che Castillejio da una parte, sia Calhanoglu, Rebic o Krunic dall'alto, molti degli spostamenti in campo ricalcano una "L", ossia arrivati alla trequarti, se l'azione è nella fascia opposta, entrano dentro al campo, fino quasi andare a ridosso della fascia opposta.
Le ragioni potrebbero essere molteplici: fare densità, gestire palla, creare spazio ai terzini che salgono nel lato opposto e via di seguito.


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Il problema vero, però, è la mancanza di lucidità nelle azioni che portano alla conclusione, che spesso è anche figlia di giocate difficili che in questo periodo non riescono quasi mai.
Un gioco che invece di essere votato alla verticalizzazione e al ribaltamento, diventa quasi barocco e arzigogolato, con la punta che si abbassa a giocar palla ma nessuno che si inserisce alle spalle.
In questo contesto, la partita contro la Samp è stata emblematica, con l'aggravante che Ibrahimovic usciva a prendere palla a centrocampo ma la difesa non lo seguiva, per cui non si creava nemmeno il vuoto per poter inserire qualcuno.
La qualità di Kessie e Bennacer, nonché Calhanoglu, deve portare un po' di fantasia e velocizzazione del gioco al Milan, perché la palla circola molto più lentamente rispetto al 2020 e anche questa è una caratteristica che ha un impatto negativo sulle gare.
Parma, Genoa e Sassuolo sembrano gare alla portata dei rossoneri, ma serve un cambio di marcia molto deciso.
 


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