Ci vuole più concentrazione Perché atteggiamento e errori non sono ammissibili

09/04/2021

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Il gol preso contro la Sampdoria è l’emblema del Milan in questo periodo: un passaggio sanguinosamente sbagliato di Theo Hernandez ha consentito a quella vecchia volpe di Quagliarella di battere Donnarumma con una volée per lui facile.
Calciare in quel una palla orizzontale in difesa, quasi senza guardare dove la si manda e a chi, non è frutto di un automatismo non riuscito, ma di vera e propria sbadataggine. Una stupidata, per non dir di peggio, frutto di superficialità.
E questo è un atteggiamento che il Milan si porta dietro da dopo la sosta natalizia, da cui siamo ritornati molli e svagati.
Ma non è solo la mancanza di concentrazione a non esser ammissibile. A questa va aggiunta l’evaporazione della determinazione, che ci aveva portato ad essere una squadra che non mollava mai. E infatti, ripresi negli ultimi minuti dal torpore abbiamo prima pareggiato con Hauge, e poi preso una traversa che ci avrebbe fatto vincere la partita.
In tutto questo non si può disconoscere che il Milan ha giocato solo gli ultimi 10-15 minuti. Onestamente troppo poco per pensare di essere una squadra vincente.
Ma allargando l’orizzonte temporale, si può rilevare che il Milan soffre di più all’inizio della partita e in quello del secondo tempo, come se la squadra ci mettesse un po’ a carburare. Sintomo di poca concentrazione, oltre che di malcelata supponenza. I gol del Manchester United sono lì a dimostrarlo, giusto per fare un esempio.


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E’ l’atteggiamento molle, senza “garra”, che dà più fastidio.
In questo Pioli sembra quasi che abbia perso il suo carisma e il suo tocco.
Lasciando perdere il solito Ibra, di cui vanno accettate senza discuterne luci e ombre, se i giocatori entrassero in campo con l’atteggiamento di Rebic, avremmo visto gioco e risultati differenti. E questo è innegabile.
Si può sbagliare, chi non lo fa, ma non è ammissibile la mancanza di voglia o di concentrazione da parte di professionisti che finora non hanno vinto nulla e che devono ancora dimostrare tutto o quasi.
Se siamo ancora al secondo posto, lo dobbiamo ai punti fatti nella prima parte della stagione, dove gli stessi giocatori avevano ben altro atteggiamento. E non può esser solo questione di infortuni.
Da adesso è vietato sbagliare.
Sarà bene che si diano una svegliata, se no è a rischio anche la qualificazione alla Champions League.

 


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