Magazine del 21/10/2011

Genesi del
4-2-3-1

Storia del modulo che ha rilanciato il Milan

Il 4-2-3-1 fa la sua prima comparsa con l'arrivo del nuovo millennio. Dopo la rivoluzione degli olandesi, con il loro calcio totale, di Sacchi, con la zona, arriva questo nuovo sistema di gioco a dare una ventata di freschezza alla tattica del calcio mondiale.
I principi su cui si basa questo schema tattico sono semplici:
- difesa a quattro, quasi sempre con un terzino bloccato ed uno libero di fare le due fasi
- due mediani bloccati davanti alla difesa, un regista ed un interdittore nella versione più equilibrata, due distruttori di gioco in quella piu accorta.
- tre trequartisti in cui la vera differenza la fa il perno centrale che può essere di due tipi: fantasista od incursore.
-una punta centrale, che con il passare degli anni è sempre più un giocatore che partecipa attivamente alla manovra offensiva senza esserne solamente il mero realizzatore.
E' un modulo apparentemente semplice da attuare, in realtà ha un equilibrio difficile da trovare ma che una volta perfezionato diventa molto difficile da contrastare. Il Milan di Ancelotti, con il suo albero di Natale o con il più classico 4-3-1-2, ha sempre avuto i problemi maggiori contro le squadre che usavano questo modulo.
Per applicarlo servono grande abnegazione tattica e molta corsa.
E' un modulo che trova la sua dimensione migliore nelle competizioni corte, difettando sul lungo periodo ed essendo quindi adatto ad essere utilizzato per tornei come Mondiale e Champions.
Non è ben chiaro dove questo sistema di gioco sia nato, e più parti ne rivendicano la paternità. Uno dei primi ad utilizzarlo in campo Europeo fu Del Bosque, con i suoi Galacticos, ispirati al Real degli anni cinquanta che poggiava su una gran quantità di giocatori offensivi, da Puskas a Gento e Di Stefano.
Per poter schierare in campo cosi tanti giocatori offensivi, il tecnico spagnolo pensò di presentare in mediana Makelele e Solari, con una trequarti composta da Figo, Zidane e Raul, dietro a Morientes unica punta. E' il modulo che consegna ai Galacticos la finale di Champions League contro il Leverkusen, guidati da un Zidane stratosferico. L'anno seguente Ronaldo e Cambiasso regalano alla storia il 4-2-3-1 migliore di sempre, distrutto poi dalle manie di grandezza di Perez.
Il primo ad usare questo modulo in Italia fu Silvio Baldini ad Empoli, il quale disse: “Avevamo una grandissima quantità di giocatori di qualità in avanti e quindi pensammo che fosse uno spreco non farli giocare tutti e virammo sull'unico modulo che all'epoca ci potesse permettere di farli giocare tutti”.
Questo modulo si impose subito in molte nazionali, tra cui quella di Trapattoni ad Euro 2004 con Zanetti, Perrotta – Camoranesi, Totti, Di Vaio/Del Piero/Cassano – Vieri.
La Francia, passò dal 4-1-3-1-1 del 1998, al 4-2-3-1 del 2006 con Vieira e Makelele davanti alla difesa ed il trio Ribery, Zidane e Malouda a supporto di Henry.
Il Portogallo di Scolari, ad Euro 2004 si schierò con Costinha e Maniche in mediana e la trequarti composta fa Figo, Rui Costa e Simao alle spalle di Pauleta.
Venne poi un momento in cui questo modulo venne reinventato e fu proprio in Italia, dove Luciano Spalletti, in un posticipo Sampdoria-Roma, complici gli infortuni di Nonda e Montella, schierò Totti unica punta con una batteria di trequartisti formata da Taddei, Perrotta e Tommasi. Questo schieramento presentava molte novità: una punta di manovra, capace di abbassarsi in mediana e non dare punti di riferimento ai difensori, un perno centrale con caratteristiche di incursore e non di tecnica pura e due esterni di grandissima corsa. La Roma diede spettacolo per tutto il 2006, con il record di undici vittorie consecutive.


La stagion e seguente si sceglie di proseguire con l'esperimento e Spalletti schiera la sua Roma con De Rossi – Pizarro/Aquilani, Taddei, Perrotta, Mancini/Vucinic e Totti.
Appartiene al modello con il trequartista incursore anche il Liverpool di Rafa Benitez che purtroppo ricordiamo bene. Mascherano e Xabi Alonso in mediana, alle spalle del trittico composto da Kuyt, Gerrard e Babel a supporto di Torres. Due ali di spinta quindi, con un perno centrale capace di fungere da mediano aggiunto e da incursore, con un buon feeling col gol e con una punta di manovra davanti, capace di giocare il pallone ed aprire spazi.
L'ultima tendenza,quella più longeva e più totale è tuttora in corso.
Nell'ultima stagione moltissime squadre si sono disposte con questo modulo, dall'Inter di Mourinho, al Bayern di Van Gaal, dal Brasile di Dunga, all'Olanda di Van Marvijk.
In Italia, oltre all'Inter del triplete, una delle squadre che ha meglio interpretato questo schema è la Fiorentina versione europea di Prandelli, con Zanetti e Montolivo, Marchionni, Jovetic e Vargas, con Gilardino unica punta.
Un modello perfettamente funzionante di 4-2-3-1 con incursore è lo United 2009/2010 affrontato dal Milan di Leonardo, con Fletcher e Scholes a fornire grande protezione alla difesa e buone geometrie in fase di costruzione, Valencia e Nani sugli esterni e Park dietro a Rooney, forse il miglior interprete del ruolo di punta di movimento, capace di scendere a prendere palla a centrocampo e di sviluppare un gioco decisamente a tutto campo.
Il Milan, in questi anni, ha sempre rinunciato, un po per mancanza di interpreti, un po per paura, a schierare questo modulo ma dopo anni di attesa la svolta sembra arrivata.
Allegri, per cui il modulo ideale è sempre il 4-3-3 del suo mentore Galeone, contro il Palermo ha schierato a tratti un 4-2-3-1 ben mascherato ma che ha portato i benefici che questo schema tattico ha in dote.
Van Bommel ed Aquilani in mediana, quindi un incontrista ed un giocatore più tecnico, alle spalle di Nocerino, Robinho e Cassano a supporto di Zlatan Ibrahimovic.
L'esperimento ha funzionato alla grande, soprattutto sulle corsie laterali, dove le coppie Antonini-Nocerino ed Abate-Cassano, hanno funzionato alla grande.
Questo modulo, con lo schieramento di Nocerino a sinistra, ha avuto un numero enorme di vantaggi, tattici e mentali: ha fornito maggior protezione ad Antonini, che nelle precedenti apparizioni era apparso sempre poco protetto, ha spostato Cassano largo a destra ed abile ad accentrarsi, portando via l'uomo ad Abate, libero di bruciare la fascia con le sue incursioni.
Se guardiamo la rosa del Milan, è facile accorgersi che questo modulo, consentirà di dare spazio ad i numerosi interpreti che il mister ha a disposizione. Il pacchetto di mediani difensivi del Milan è perfetto per interpretare questo schema, con Van Bommel, Gattuso, Flamini ed Ambrosini che possono interpretare benissimo il ruolo di schermo davanti alla difesa, affiancati dalla classe di Aquilani in fase di impostazione.
Come perno centrale del trittico di trequartisti, la triplice soluzione Robinho-Boateng-Seedorf, garantisce numerose alternative, potendo contare su esterni di valore come Nocerino, El Sharaawy, Robinho, Pato, Emanuelson e avando in Ibrahimovic il terminale perfetto per questa disposizione.
Zlatan ha le caratteristiche perfette per interpretare il ruolo di punta-playmaker, di uomo di manovra che funge da terminale offensivo ma che arrentrando sulla trequarti, può liberare spazi e fornire assist alla batteria di tre incursori che si trova alle spalle, tutti abili a giocare il pallone e tutti sufficientemente dotati di un buon feeling con la rete.
Augurandoci che la svolta tattica a cui stiamo assistendo, ci garantisca una maggiore copertura del campo ed un maggiore tasso tecnico, soprattutto in campo Europeo, ci godiamo i primi frutti di questo esperimento che potrebbe segnare un importante cambiamento di convinzione e mentalità.

Un grazie ad Antonio per le preziosi informazioni e per le lunghissime elucubrazioni tattiche in cui ci lanciamo quotidianamente.

Federico Albert




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