Magazine del 07/10/2011Alla fine si torna sempre lì, c’è poco da fare. Abbiamo finora segnato 7 reti in 7 partite e subiti 10 gol, sempre in 7 partite. Tanto basta per sentir parlare in giro di difesa in crisi e attacco a digiuno, ma il problema non è nei due reparti più “estremi”. O meglio, non solo. Come abbiamo più volte scritto in estate, il centrocampo del Milan sarebbe stato quest’anno il reparto più sollecitato e a rischio, sia vista la scarsa qualità a disposizione, sia – soprattutto – considerata l’età media dei componenti della mediana. Non è piacevole ripetersi e di certo non lo è nemmeno veder confermate le proprie paure, ma la situazione a metà campo è a dir poco critica. E attenzione, gli infortuni c’entrano poco e nulla, così come le trattative sfumate all’ultimo in estate non sono giustificazioni accettabili per una dirigenza fin troppo attiva nei rinnovi contrattuali e che non ha programmato con sufficiente diligenza (scusate il gioco di parole) la sessione estiva di calciomercato. Un mercato sicuramente mediocre, che nel complesso ha migliorato la rosa, ma trascurando troppo la metà campo.
Analizzando la situazione notiamo che gli unici due innesti a metà, al netto delle partenze dei giovani Strasser e Merkel, sono stati Aquilani e Nocerino. Il primo, in prestito con diritto di riscatto dal Liverpool, è stato acquisito dalla società inglese inserendo un obbligo di riscatto in caso di raggiungimento delle 25 presenze in stagione, il secondo, invece, è arrivato a Milano solo per cautelarsi dopo il grave infortunio occorso a Flamini. Va da sé che acquisti del genere non possano essere considerati “di primo piano”, a maggior ragione quando quattro dei sei altri giocatori presenti in mediana hanno dai 33 anni in su. Chiaramente, ma sarebbe stato forse strano il contrario, in questo primo spezzone di stagione è stato proprio il centrocampo il reparto che più ha sofferto il confronto con quello delle altre squadre.
Ritornando alle statistiche iniziali, se i numeri sono così impietosi, sicuramente ci sono problemi anche in attacco e difesa, ma non è forse il centrocampo che deve operare un lavoro di raccordo tra difensori e attaccanti? Non è forse il centrocampo che deve permettere l’arrivo – possibilmente in tempi brevi – del pallone verso il reparto avanzato? Non è forse il centrocampo che in caso di contropiede deve essere reattivo e pronto alla ripartenza? Non è forse il centrocampo che è designato al lavoro di filtro per facilitare così il compito ai difensori? Naturalmente sì, ed è palese che se il reparto di mezzo – da molti considerato il più importante in assoluto in una squadra – non è in grado per svariati motivi a portare a termine determinati compiti, tutta la squadra finisce col risentirne.
Le soluzioni quindi quali sarebbero? Siccome il mercato riaprirà solo in gennaio, quel che possiamo sperare è un miglioramento complessivo della condizione dei calciatori, anche se, viste le carte d’identità, non sembra così semplice (ultimo esempio van Bommel, infortunatosi con l’Olanda). In poche parole, i nostri centrocampisti saranno costretti a tirare la carretta per almeno altri due mesi, in attesa di rinforzi. Rinforzi che potrebbero arrivare come no, tenendo presente che Adriano Galliani continua a parlare di un calcio italiano in crisi che non può essere competitivo contro l’impari concorrenza di spagnoli e inglesi (anche se per onor di cronaca, come spesa nel mercato estivo, Juventus e Roma sono state nella top 5 europea).
E il disco che si sente da qualche anno a questa parte continua a girare: “Il Milan punta sui giovani”. Discorso più che opportuno, ma considerata l’età dei vari Ambrosini, Seedorf, Gattuso e van Bommel e considerando anche la loro situazione di giocatori in scadenza di contratto, forse sarebbe più lungimirante puntare a giocatori sì giovani, ma non troppo.
In queste ore gira su internet soprattutto il nome di Omar El Kaddouri, ottimo centrocampista/mezzapunta belga di 20 anni del Brescia. Messosi in luce nelle ultime due edizioni del Campionato Primavera, il giocatore rappresenterebbe senza dubbio un buon investimento per il futuro, ma alla prova dei fatti non aggiungerebbe nulla, nel breve termine, all’attuale rosa milanista. Per l’immediato la soluzione migliore sarebbe Daniele De Rossi, in scadenza di contratto nel 2012 con la Roma ed utilizzabile in Europa, ma si parla di un affare obiettivamente molto complicato.
Si ritorna dunque al nome di quest’estate, Riccardo Montolivo. In un periodo in cui avremmo potuto acquisire giocatori di maggior esperienza internazionale e levatura tecnica ci siamo permessi di snobbare la sua candidatura come nuovo centrocampista del Milan, ma come si suol dire, in carestia ogni buco è galleria. Anche questa trattativa è però molto complicata, visto l’atteggiamento tra il puerile e il pericoloso che la dirigenza viola ha perpetrato nei confronti del suo (ex?) Capitano. Un altro nome che potrebbe tornare utile è quello di Fer, forse troppo giovane perché faccia sentire il suo peso in mediana (’90), ma sicuramente con un buon bagaglio di esperienza derivatodagli ultimi due campionati e mezzo giocati da titolare nel Feyenoord. Alzando l’asticella si potrebbe puntare a Casimiro del San Paolo, Jucilei dell'Anzhi, Khedira del Real, M’Vila del Rennes, Asamoah dell’Udinese, Sandro del Tottenham, Javi Martinez del Bilbao e Joao Moutinho e Guarin del Porto (tutti dai 20 milioni in su): costi proibitivi (anche se andando su centrocampisti di maggior classe come Modric il costo sarebbe anche maggiore), ma impatto sul reparto che sarebbe notevole. Senatori permettendo. Rimanendo su prezzi più accettabili ci sarebbero invece Arouca del Santos, Nainggolan del Cagliari, Constant del Genoa, Biglia dell'Anderlecht, Moussa Sissoko del Tolosa. Alcuni nomi certamente non esaltanti, d'accordo, ma come non sono esaltanti nemmeno molti dei nomi del nostro centrocampo attuale.
Purtroppo però, com’è sempre stato nella storia recente del Milan, la competitività della squadra rispecchierà le volontà del padrone, ergo se lui vorrà i soldi usciranno, altrimenti rimarremo nella situazione critica in cui versiamo già ora. Fatto deprimente, ma ogni tanto bisogna fare i conti con la realtà. E la realtà ci dice che il padrone considera il Milan già ora più forte del Barcellona. D'altronde come si possono paragonare Xavi, Iniesta e Fabregas a van Bommel, Gattuso e Seedorf?!
Peccato manchi Emerson, sennò PUMA WE CAN.
