Magazine del 16/09/2011Prima di campionato. Esordio a San Siro con la Lazio. Il caldo la fa da padrone e sul terreno di gioco il clima è più simile ad un acquario che uno stadio. Sulla carta affrontiamo uno degli attacchi più attrezzati del campionato – c’è chi dice il più completo – composto da Klose, Cissè, supportati Mauri ed Hernanes. Ma la nostra era la difesa meno battuta dello scorso vincente campionato, e quindi affiatata, rodata, e garanzia di sicurezza. Sapete tutti come è andata. Nesta irriconoscibile, Antonini imbarazzante (2 cross dal suo lato e 2 gol), Thiago Silva spaesato e Abate appena sopra la sufficienza. “Buchi” come quelli di venerdì scorso, frutto di amnesie e incomprensioni, ma anche di scarsa concentrazione e, forse, preparazione, ce li ricorderemo per un pezzo. Se a questo aggiungiamo un centrocampo che in quell’occasione definirlo “poroso” sarebbe un eufemismo, possiamo dire che il pareggio finale ha lasciato i tifosi parecchio perplessi sul futuro che ci aspetta per questo campionato. D’accordo che sono arrivati i rinforzi Mexes e Taiwo, ma se per il primo sapevamo di dover aspettare ancora per vederlo in campo, la forza della spinta del terzino sinistro, e la sua velocità in copertura ci mancano eccome.
E con tutti i dubbi del mondo sulla tenuta della nostra svagata difesa siamo andati al Camp Nou, al cospetto di quella che tutti considerano la squadra più forte al mondo. Unica variazione, nonno Zambrotta al posto di un involuto Antonini. Il fatto che da quella parte operassero Pedro, Messi e Dani Alves ha generato nei tifosi più di un generico stato d’ansia. Come avrebbero reagito i nostri difensori dopo la scarsa figura di soli pochi giorni prima?
La partita di martedì ha fugato molti dubbi. Di fronte ad un attacco stratosferico, impreziosito dal pallone d’oro Messi, abbiamo avuto una sola sbavatura (quella che ha portato al gol di Pedro) e in 90 minuti si può dire che il grande Barcellona non ci ha mai seriamente messo in difficoltà, al punto che Abbiati si è limitato alla normale amministrazione. Merito della musichina di Champions? E’ vero che per questa partita le linee di difesa e centrocampo sono state vicine come non mai, ma pericoli non ne abbiamo corsi. La difesa è stata bravissima nel non concedere l’arma letale dell’attacco catalano, i tagli in area. Il secondo gol, una punizione magistrale di Villa ci può stare, e non può certo essere imputata alla difesa. Nesta è tornato ad essere il campione che abbiamo sempre ammirato. Abate, pur non spingendosi in attacco, ha dimostrato tutta la sua valenza (cross di Messi a parte) e la sua costante crescita. Thiago Silva ha fatto capire perchè proprio il Barcellona aveva bussato alle porte di via Turati per tentare di acquistarlo. Anzi, il suo gol in pieno recupero, la beffona, ha impreziosito una partita magistrale. Unica nota dolente Zambrotta, che è sembrato ormai atleticamente inadatto per giocare a questi livelli. Il pareggio al Camp Nou, da cui ogni squadra torna a casa con una caterva di gol e occasioni da rete al passivo, ha dimostrato che la superdifesa dello scorso anno è tornata, almeno per quella sera. E con l’innesto di Taiwo può solo migliorare. Anche se 4 gol presi in 2 partite non possiamo certo considerarlo un buon inizio. E domenica abbiamo l’esame Napoli: quale difesa vedremo?
