Magazine del 16/09/2011

20 secondi,
prima e
dopo

Valutazioni a freddo sulla partita di Barcellona

Abbiamo dedicato un post dopo la partita di Barcellona che trasudava orgoglio rossonero.
Orgoglio di chi tifa per una squadra che, all'inglese, non molla mai.
Paradossalmente, il Milan rimaneggiato di Barcellona è la squadra che ha maggiormente evidenziato le lacune di un meccanismo di gioco perfetto come quello blaugrana.
Certo, noi milanisti siamo abituati a partite giocate a viso aperto, comandando il gioco, non sopportiamo l'essere sparagnini.
Eppure, tutti noi abbiamo gioito, esultato, urlato come se avessimo vinto una finale.
Il motivo è semplice: abbiamo sofferto con Sandrone, abbiamo trattenuto il fiato con Ignazio, abbiamo corso con Zambro, abbiamo saltato con Thiago, abbiamo spinto la palla di Pato.
Abbiamo partecipato alla partita come non mai, perché il presentimento era di una brutta sconfitta, anche le quote dei bookmakers lo dicevano chiaramente.


Eppure, tutti noi abbiamo goduto nell'avere una squadra che lottava e che chiudeva ogni spazio.
Una squadra a cui non siamo abituati, ma che ci ha appassionato per grinta e volontà.
Essere uniti, credere nei propri mezzi, buttare il cuore oltre l'ostacolo.
Un grande merito, va riconosciuto, va ad Acciuga, perché il Milan non ha mai fatto un fallo cattivo, non ha buttato il match sulla lotta, ha impostato la partita sulla lealtà e il rispetto.
Due qualità che, da sempre, appartengono al Milan e ai milanisti, correttamente trasmesse anche a quella attuale.
Un Milan operaio, quindi, ma con dei solisti incredibili.
Un Milan che non teme nessuno e, come abbiamo potuto vedere, non ha perso la trebisonda.
Un Milan che ci piace.
Il gioco, di questo ne siamo certi, arriverà.
Ora Napoli, nella bolgia, e l'Udinese.
Due partite dure e complicate.
Due partite da Milan.

FORZA VECCHIO CUORE ROSSONERO



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