Magazine del 09/09/2011Pato è uno dei maggiori talenti del calcio internazionale.
Preso prima della maggiore età dal Milan, il giocatore resta sempre, sia nei rossoneri sia nella nazionale verde-oro, uno splendido incompiuto.
Un giocatore che, quando gioca, nel 90% dei casi, fa la differenza.
Ma spesso, troppo spesso, non gioca.
Fragile, troppo fragile per essere un fuoriclasse.
Questa, per il giocatore, è l'ultima chance per esplodere, almeno a Milano, perché altrimenti verrà gestito in chiave societaria, ossia ceduto per fare cassa.
Pato, paradossalmente, potrebbe essere l'arma in più di questo Milan per la Champions, perché, lì più che in campionato, la prestazione di un singolo può fare la differenza.
Il ragazzo ha attraversato anche vicende personali piuttosto travagliate, sia per il legame con i brasiliani, sia per l'aspetto familiare.
Da quando ha incontrato Barbara Berlusconi, il ragazzo sembra aver messo un po' la testa a posto, tra una cena al Mizu e qualche uscita in meno.
La stagione 2011/12 deve, quindi, diventare anche la sua stagione, ormai ha 22 anni e, sebbene le punte maturino più tardi, è già giunto al bivio della propria carriera.
Mister Allegri punta molto sul giocatore, tende anche a preservarlo, come accaduto a Pechino, se non è completamente a posto.
Pato non ha mai avuto, in tutta la sua giovane e felice carriera, continuità di prestazioni senza intoppi. Questa deve essere quella giusta.Unica eccezione, se vogliamo, è la stagione 2008/09.
In totale ha 126 presenze per 57 gol.
Statistiche, quindi, da top top player.
Consideriamo anche che Pato non ha praticamente mai giocato nei turni di Coppa Italia, dove avrebbe potuto alzare la media presenza/gol!
Il Milan, con un Pato che sta bene, non teme nessun avversario.
Il Milan di oggi non può prescindere dal duo Pato-Ibra?
Certo, se i due sono al meglio, finite le polemiche di inizio stagione dello scorso anno che li volevano rivali, sono una vera risorsa per il Milan.
E anche indice di divertimento assicurato per i tifosi.
