Magazine del 09/09/2011Abbiamo scritto Partita, con la maiuscola, perchè è sicuramente il primo serio banco di prova per la stagione della Banda Allegri. L’ultimo precedente in Champions tra le due squadre, nella semifinale del 2006, finì con molte polemiche: 0-1 (gol di Giuly) a San Siro e 0-0 in Spagna. Le polemiche arrivarono per un gol annullato nel ritorno, in maniera “oscura” dall’arbitro tedesco Merk, a Shevchenko. Forse non esattamente un gol annulato visto che il fischio è arrivato prima che Sheva segnasse, ma i dubbi sono destinati a rimanere per sempre in quanto il contatto con Puyol, se c’era stato, difficilmente ha influito sull’azione. E saremmo andati ai supplementari. Poi Il Barcellona battè l’Arsenal in finale e vinse quell’edizione.
Dall’epoca, ne è passata di acqua sotto i ponti. Sia noi che loro abbiamo cambiato allenatore (c’erano Ancelotti e Rijkaard), Ronaldinho è transitato anche in rossonero, e le squadre hanno cambiato fisionomia. Ma una certa rivalità è rimasta. Tanto per mettere qualche grano di pepe, Ibrahimovic nutre in cuor suo una certa voglia di dimostrare che non è stata solamente una meteora al Camp Nou, e Allegri vorrebbe superare l’esame di tattica blaugrana alla cattedra del prof. Guardiola.
Certo, incontrarsi in questo momento della stagione, in cui di fatto il Milan avrà disputato una sola partita di campionato, mentre gli spagnoli saranno a quota 3, non aiuta.
Inoltre, non va dimenticato che l’ossatura della Nazionale iberica che ha giocato le qualificazioni europee è composta in gran parte da giocatori del Barça. Senza contare le due partite di Supercoppa spagnola contro il Real e la Supercoppa europea col Porto. Detto questo, molti pensano che la mancanza di partite ufficiali nelle gambe potrebbe farsi sentire. Ma probabilmente non sarà così.
La tensione per questa sfida è tale che basta e avanza per motivare giocatori e staff tecnico. Il Barcellona ha attualmente l’aura di squadra imbattibile. Ha un gioco peculiare che per molti è stucchevole, mentre per altri è affascinante. Di sicuro porta risultati. E hanno fior di campioni, a partire da Messi. Ma in campo si gioca 11 contro 11. E il Milan non parte mai battuto.
Per quanto meramente accademico, facciamo una breve analisi dei reparti.
Innanzitutto, la nostra difesa ha ben pochi eguali al mondo. Cosa che non si può affatto dire di quella catalana. Mentre T. Silva, Nesta, Abate e, probabilmente Zambrotta possono fermare chiunque, Dani Alves, Mascherano, Piquet e Abidal (Puyol) non sono certo impermeabili.
A livello di attacco, pur manovrando con schemi molto diversi, la comparazione non ci vede certamente soccombere. Infatti, Ibrahimovic, Robinho (Pato) e Boateng sono terribilmente efficaci, e per caratteristiche possono mettere in grossa dificoltà la difesa blaugrana. Per contro, la banda dei piccoletti (tre fra Messi, Villa, Sanchez e Pedro) schierata in attacco da Guardiola, potrebbe metterci in difficoltà con azioni veloci e scambi di prima, specialità della casa per smarcare l’attaccante davanti al portiere. Ma se giochiamo con la consueta e rodata concentrazione, possiamo rendere difficili, se non inefficaci, queste manovre di avvicinamento. Specialmente poi se mastro Van Bommel saprà far valere la sua laurea in posizionamento sulle linee di passaggio, davanti alla difesa, a rompere gli schemi avversari. E qui arriviamo al centrocampo. Mentre quello del Barça, migliorato con l’arrivo di Fabregas, è forse il più forte al mondo (bastino i nomi di Xavi e Iniesta), il nostro è probabilmente inferiore. Ma non per questo si parte svantaggiati.
Allegri adotterà quasi sicuramente un atteggiamento attendista, schierando Ambrosini e Seedorf ai lati di Van Bommel. Non dimentichiamo che queste sono le partite che storicamente vedono il creolo esaltarsi. Ma, per dar maggiore profondità, potrebbe essere prescelto Aquilani, con lo spostamento di Seedorf nel trio d’attacco, magari al posto di chi giocherà tra Robinho e Pato. Mera ipotesi, che potrebbe anche prender corpo nella ripresa. Senza contare che In panchina ci saranno sicuramente, pronti all’occorrenza Nocerino, Cassano ed Emanuelson. Però, quanto ci manca Gattuso...
