Magazine del 26/08/2011

Se due indizi
fanno


una prova...

Mourinho porta male alle stelle che vogliono lasciare il Milan

Corsi e ricorsi storici. Se due indizi fanno una prova, Josč Mourinho porta male, come minimo. Due sono state le cessioni illustri nell'ultimo ventennio della presidenza Berlusconi: Andrij Shevchenko e Ricardo Kaką. Il primo, agli albori dello scandalo Calciopoli, prese la saggia e giusta decisione di dare una svolta all'educazione linguistica dei suoi figli: cedendo, solo per questo, sia chiaro, alla corte sfrenata e prolungata di Roman Abramovich, colse l'occasione di trasferirsi a Londra, sponda Chelsea, per garantire cosģ ai figli una corretta pronuncia british. Era il 2006, il Milan incamerņ da quella cessione una somma intorno ai 50 mln di euro. Una pugnalata al cuore dei tifosi, che passņ in secondo piano solo e soltanto perchč, a distanza di poche settimane, l'intera stabilitą e sopravvivenza della squadra venne messa in discussione dai cervellotici impianti accusatori della premiata ditta Borrelli-Palazzi. Il giocatore, di fatto, non venne sostituito in quell'estate, e andņ a fare la sua triste fine a Stamford Brigde, dove visse lunghi periodi tra panchina e infermeria. Prima di tornare, due anni dopo, pive nel sacco, a fare tanta panchina e a suscitare tanta malinconia. Sheva non era lo stesso che ci aveva lasciato due anni prima, ingrigito e immalinconito dalla City, lontanissimo parente di una copia sbiadita di sč stesso. Un anno solo, e poi di nuovo via, nella sua casa, la Dinamo di Kiev. Il secondo pezzo da novanta che ha lasciato Milanello in questi anni č Ricardo Kaką. Sulla cui cessione č stato scritto di tutto, ma probabilmente da nessuno č mai stata detta la veritą. Almeno non quella che noi sappiamo. In quel caso, a prevalere fu la ragion di stato, sacrificato, Ricky, sull'altare del bilancio, spedito a Madrid per la modica cifra di milioni 67. A distanza di due anni, anche lui č pronto a fare il percorso inverso. Da Madrid a Milano, biglietto di ritorno gią prenotato, anche per lui, come gią fu per Sheva, le condizioni della trattativa rimarranno riservate. Ma tornerą. Per entrambi gli ex idoli della Sud, le coincidenze non finiscono qui. Entrambi, infatti, hanno incrociato sulla loro strada, lontani da Milano, un losco figuro convinto di essere uno Special, ma che in realtą, di speciale, ha prettamente l'indice di arroganza: Josč Mourinho. In apparenza fortemente voluti dal vate della Lusitania, Sheva e Kaką hanno sempre subito da Mourinho un vero e proprio ostracismo. Aggravato da tutta una serie di infortuni in serie, che hanno ridotto due stelle alla parvenza di un Brocchi qualunque. Delle due l'una: o Mourinho non ci capisce una cippa, o porta una sfiga allucinante. Tertium non datur.


G.M.





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