Magazine del 12/08/2011La partita di Pechino ha messo in evidenza la capacità di Allegri di “leggere” la partita e lo stato di salute dell'avversario. Da quanto tempo non vincevamo in rimonta?
E, dopo la vittoria, si è unito al coro di coloro che chiedevano “fosforo” a centrocampo. Ma l'ha fatto a modo suo, da aziendalista convinto. Bene. Anzi, benissimo.
Sono passati 12 mesi e il livornese è sempre più inserito nelle dinamiche e delle logiche delle società. Al punto che si è guadagnato sul campo la fiducia nel sedersi al tavolo delle decisioni di mercato. E far ascoltare le proprie necessità e visioni, come un vero manager.
Un riconoscimento di capacità di leadership e carisma che al Milan valgono doppio.
Conquistare l'appoggio dei “senatori” e farsi seguire dai giovani non è mai facile.
Se prima poteva vantare un palmares di rilievo ma in squadre e serie minori, a maggio ha fatto ristampare I biglietti da visita con la scritta Campione d'Italia, con il Milan.
E adesso ha aggiunto il secondo trofeo nazionale. Vittoria che come ha detto qualcuno di importante, per noi vale doppio.
Dopo Pechino, non si è sbilanciato con proclami roboanti.
Anche in questo siamo diversi da quelli là.
La stagione che sta per iniziare ci vede favoriti, soprattutto in quanto camioni uscenti.
Ma ci piace tantissimo il rimanere con i piedi per terra che trapela ad ogni conferenza stampa, ogni occasione pubblica. Non solo bravo, ma anche intelligente.
Non è da tutti.
Tifoso in evoluzione
