Magazine del 05/08/2011Non tutti i mali vengono per nuocere, si dice. In un momento in cui nel mercato europeo imperversano sceicchi, petrolieri russi, magnati spagnoli e chi più ne ha più ne metta, il calcio italiano soffre finanziariamente e vede alcuni dei suoi migliori elementi – Sanchez e Pastore – emigrare, allettati da offerte milionarie. Queste nuove proprietà sono particolarmente esuberanti sul mercato, anche troppo, in molti casi. Investimenti milionari di un giorno diventano pesi inutili il giorno dopo (vedi Adebayor o Kakà), perdendo gran parte del proprio valore di mercato a causa di squadre messe su – come direbbe René Ferretti – alla cazzo di cane o perché schiacciati dalla responsabilità di dimostrare di valere davvero i milioni investiti su di loro.
E proprio quando le società spendaccione arrivano al punto di voler vendere i propri giocatori a merce di saldo pur di disfarsene, lì le squadre italiane devono essere pronte a sfruttare le occasioni.
Non è quindi più di tanto il caso di criticare gli sceicchi o i ricconi alla Perez, anzi: ben vengano! Comprano a 60 un anno e rivendono a 20 due anni dopo, e magari facendo i due affari con la stessa squadra. Emblematico il caso di Kakà, che se dovesse davvero lasciare Madrid difficilmente lo farebbe per oltre 20/25 milioni di Euro, viste le condizioni fisiche e l’età.
Ma non vogliamo parlare di lui, tranquilli, se ne sta parlando anche troppo, probabilmente. Vogliamo invece concentrare l’attenzione su altri due giocatori, dei semi Carneadi, ma che al Milan farebbero più che comodo, sia che arrivasse Fabregas, sia che non arrivasse: vogliamo parlare di Fernando Gago e James Milner.
fernandogago 256511 192x300 La merce degli sceicchiFernando Gago, classe 1986, metodista del Real, è cresciuto nel Boca Juniors, in un ruolo in cui in Argentina non puoi scappare dal paragone con Fernando Redondo. Di Redondo Gago non ha la classe, ma ha più sostanza e comunque ottime geometrie. Bravo nei lanci e nei passaggi brevi, ma all’occorrenza duro nei contrasti e bravissimo (sorprendentemente) nei tackle. Arrivato presto in Europa (insieme ad Higuain) ha sofferto l’impatto con il Real del duro Don Fabio Capello, senza riuscire mai ad imporsi come titolare.
Complici anche le aspettative alte del popolo merengue – che Redondo, quello vero, lo aveva visto eccome – il giovane argentino ha collezionato pochissime presenze nei primi due anni, andando vicino alla cessione già nel 2008. Con Schuster le cose sono sensibilmente migliorate, ma il feeling non è mai scoccato. Idem con Mourinho, che si è ritrovato in eredità da Pellegrini Xabi Alonso e come primo acquisto lo scorso anno ha richiesto Khedira (e Sahin quest’anno). Vita difficile per il 24enne, che ad essere onesti nelle poche partite disputate nel corso degli anni non ha mai demeritato.
Sembrava molto difficile per lui trovare una via d’uscita da questa situazione, ma probabilmente quest’estate è riuscito a trovarla. Non grazie al Real, non grazie a Mourinho, ma grazie alla sua Nazionale, una Nazionale con cui, tra l’altro, vinse nel 2005 i Mondiali Under 20 insieme a Messi.
Copa America 2011, Argentina-Colombia 0-0. Entra Gago e l’Albiceleste trova finalmente le geometrie di cui aveva bisogno, anche se il risultato rimane in bianco. I ragazzi di Batista si rifanno però nella partita successiva, contro il Costa Rica. Abbandonato lo schema a tre mediani con Cambiasso, Mascherano e Banega, Batista decide di sostituire Cambiasso con Gago. I risultati si vedono subito: il madridista prende letteralmente in mano la squadra, dando un senso al suo gioco troppo Messi-dipendente nelle due partite precedenti, ed aiutandola in maniera decisiva a superare il turno con un secco 3 a 0 (il primo gol, di Aguero, è propiziato proprio dal metodista del Real, il cui tiro viene respinto dal portiere costaricano sui piedi del nuovo acquisto del City). Contro l’Uruguay, però, la comunque buona prova di Argentina e Gago viene vanificata dall’errore dagli 11 metri di Tevez.
Se quindi dovessimo eleggere il miglior giocatore dell’Argentina nella Copa America 2011, quello sarebbe Gago… appena dopo Aguero.
Ora veniamo ai dati più pragmatici: in un ruolo che il Real è già ampiamente coperto con Diarra, Sahin, Alonso e Khedira, Gago faticherebbe non poco a trovare spazio… e dal momento che Mourinho non pare vederlo più di tanto, non sarebbe da folli pensare di portarlo a Milano con una spesa minima, sicuramente inferiore ai 10 milioni di Euro. Inoltre è in possesso del passaporto comunitario. Insomma, non può essere certo lui Mister X, ma per esperienza e qualità non è nemmeno il Montolivo di turno.
La merce degli sceicchiJames Milner, anche lui ’86, gioca invece in un ruolo diverso rispetto a Gago, da mezz’ala. Nato calcisticamente tra le fila del glorioso Leeds United, esordisce tra i bianchi d’Inghilterra però in uno dei momenti più bassi della loro storia, quando i grandi giocatori venivano ceduti per pagare i debiti in cui la società stava lentamente affogando. Secondo giocatore più giovane di sempre ad esordire in Premier League, giocatore più giovane di sempre a segnare nel massimo campionato inglese (inoltre si ricorda di lui un meraviglioso gol segnato a 17 anni appena compiuti contro il Chelsea).
La consacrazione per il giovane calciatore arriva a Birmingham, tra le file dell’Aston Villa, dove diviene imprescindibile membro del centrocampo di una squadra che sfiora per due volte l’ingresso in Champions League.
Al City Milner arriva la scorsa estate, per una cifra complessiva di circa 35 milioni di Euro. Ai Citizens il giovane centrocampista fatica a trovare spazio, sia per la concorrenza, sia per la mancanza da parte di Mancini di una vera e propria formazione titolare e non riesce dunque a confermarsi il miglior giovane dell’intera lega, come invece successo l’anno precedente.
In possesso di una buona tecnica di base, Milner può occupare tutti i ruoli del centrocampo, anche se quello quello in cui può esprimere al meglio le sue caratteristiche fisiche di resistenza e tattiche di grande intelligenza sia offensivamente sia difensivamente è sicuramente quello di mezz’ala. Naturalmente in possesso di un passaporto comunitario, il prezzo sarebbe altrettanto naturalmente più alto rispetto quello di Gago, ma per un giocatore più completo rispetto all’argentino e più duttile nell’ottica del modulo di Allegri (sarebbe in grado di agire anche come trequartista “alla Boateng”).
Fernando Rubén Gago
Ciudadela (Argentina), 10 aprile 1986
Ruolo: metodista
Valutazione economica: 5/10 milioni di Euro
Voto al giocatore: 7
James Phillip Milner
Leeds, 4 gennaio 1986
Ruolo: mezz’ala, centrocampista laterale/centrale, trequartista
Valutazione economica: 15/20 milioni di Euro
Voto al giocatore: 7+
