Magazine del 22/07/2011Si entra nel vivo della fase processuale con le prime condanne e successivi aggiustamenti. A rileggerli adesso questi post sembrano profetici, ma riportano alla luce comportamenti e prese di posizione che fanno tuttora rilflettere su quello che è accaduto nell’estate del 2006. Superficialità, conti sbagliati, partigineria, colpi bassi, media schierati, tesserati che sapevano già tutto, giudici non imparziali, fino all’apoteosi dello scudetto di cartone. Il Milan uscì da quella fase con tanta rabbia, sufficiente a vincere la Champions League del 2007.
Buona lettura.
3.7.06
Reds e il primo (secondo) grado
Non entriamo nel merito del processo in corso (nulla se non eccezioni finora). Fa riflettere l'idea di far valere il primo grado di giudizio (di fatto il secondo) e non l'ultimo per l'Europa. E l'esito a finale avvenuta? Ma il processo non sarebbe più che snello visto che Moggi, essendosi dimesso durante un'indagine, non potrà mai più essere tesserato e quindi si è autoradiato?
4.7.06
Quei palazzacci
Lette le richieste dell'accusa di Palazzi appena formulate, si capisce tutto. Fanno anche ridere: che significano quei tre punticini di penalizzazione da scontare in serie B? Sembra la punizione della mamma di Pierino: "oggi non ti do la merenda". Il contesto è veramente da peracottai. La voglia di dire sempre e comunque "Solo Europa" è tantissima, se non fosse che in Europa ci sono i figliastri di Blatter.
Riprendiamo, allora, ancora una volta uno spunto dal blog (Camillo) di Christian Rocca: «chiediamoci come mai la pubblicistica italiana dica ogni abominio possibile sul potenziale conflitto di interessi di Adriano Galliani presidente di Lega e dirigente del Milan, ma non adoperi lo stesso criterio nei confronti di Guido Rossi, ex dirigente dell'Inter di Moratti dal 1995 al 1999, e di Gigi Agnolin appena nominato Commissario degli arbitri ed ex dirigente della Roma dal 1995 al 2000. E' giusto, corretto e lineare che i due plenipotenziari del nuovo calcio italiano che oggi risistemano i campionati e domani governeranno il pallone siano ex dirigenti e membri del CdA di due squadre di calcio inguiate condannate per altri scandali del sistema calcio su cui è stato fatto un bel colpo di spugna?". Ossia, passaporti truccati e tasse non pagate.
5.7.06
Superare l'immaginazione
Non saranno rose e fiori, si diceva, ma le richieste di Palazzi hanno superato l'immaginazione, con tanto di inedite richieste per la responsabilità oggettiva. Chi scrive questo? Ruggero Palombo sulla Rosea. Ostellino, sul Corriere (anche questo non proprio amico) parla di gistizia tifosa di se stessa. Perchè? lo dice proprio, sempre sul Corriere Aldo Grasso: se si è innocenti lo si dimostri. Certo, ma si lascia il tempo, lo spazio e l'opportunità di farlo. La giustizia sportiva forse dimostra la sua faccia peggiore: non è giustizia perché ha canoni e regole (che si cambiano in corsa) tutte sue.
Un'altra cosa va detta: perché un doppio purgatorio per Lazio e Fiorentina (perché questo è nei fatti) e lasciare decidere a Reds (con quali criteri non si sa?) l'iscrizione ad un campionato di serie C alla Juve? Vorremmo mica che le sentenze lascino la liceità a Reds di decidere, così si è trovato il modo per uscire dal pantano.
7.7.06
Guarda guarda...
Un sospettino segnalatoci da un lettore. Sempre meglio leggere i discorsi per intero, e non solamente gli stralci riportati dalle agenzie e dai giornali. Leggendo interamente i testi delle difese degli avvocati del Milan e di Galliani, si scopre che (tra le altre cosine) vi è stato un clamoroso errore di trascrizione delle telefonate intercetatte alle utenze rossonere. Casualmente sulla parte delle "alzate di bandierine" da parte dei guardalinee. Naturalmente, in questo processo non è possibile ascoltare gli originali delle voci, e ci si basa sulle trascrizioni. Sempre con questi personaggi (FSB, il suo braccio destro della Finanza e Reds), durante Mani Pulite nell'intercettazione di Pacini Battaglia (quello definito “un gradino sotto Dio”), uscì la famosa frase su Di Pietro "quello mi ha sbancato", modificata poi in "quello mi ha sbiancato". Naturalmente era solo un modo gergale di eprimersi... e gli hanno creduto!
Ma Galliani è uomo di Berlusconi e quindi "non poteva non sapere". Oltre che aver taroccato le intercettazioni con abile "scrematura" del Tronchetto, non avranno anche modificato le trascrizioni? La trascrizione dovrebbe essere sempre verificata ma, ricordiamolo, la telefonata per la giustizia sportiva fa fede, mentre per quella ordinaria non è proprio così. A parte questo, nessun fax, nessun documento, nessun SMS. Niente. Non è strano?
14.7.06
A chi baro?
Prima ancora che escano le sentenze, Mancini già le ha in tasca, le conosce. E dice, con uno slancio ideologico impareggiabile, che lo scudetto di due anni fa "non va assegnato, perché è passato troppo tempo. Quello di quest'anno, invece, ritengo che spetti all'Inter, perché in tutti gli sport, se uno vince barando, viene premiato chi si comporta in modo corretto, pur arrivando dietro".
Quindi, ci punisce per “fatti” avvenuti due anni fa ma rivendica il premio per quest'anno (perchè di giusto premio, quello che si deve ai collaborazionisti, si tratta). Non riusciamo nemmeno a trovare lo spazio per inserire la parola "logica" in quello che dice. Una cosa, pero', va detta: baro lo dici a qualcun altro. Magari a chi ha falsificato i passaporti.
Missione possibile
Bastano 16 punti per prendersi lo scudetto. Per batterli è sufficiente Serginho. Non vogliamo fare nemmeno l'Uefa: vogliamo passare le nostre settimane ad allenarci, in allegria, fra di noi, fra gente simpatica. Non dobbiamo fare neanche ricorso, che vorrebbe dire riconoscere questo metodo
immaginario di fare giustizia. E li facciamo stare muti tutti, moralisti col passaporto falso.
17.7.06
Moggi e Repubblica
Prendiamo spunto da quanto ha scritto, in un commento, Roberto, tenendo ben presente quanto abbiamo già scritto qui più volte e che dimostra che chi si dice onesto, era nel sistema alla grande. La fonte è repubblica.it. Chi parla è Luciano Moggi. "Fatemi capire, Cannavò è stato per 18 anni il direttore della Gazzetta dello Sport e deve ancora capire? Penso che abbia capito benissimo. Quella sua rubrichetta serve solo per dimenticare e creare falsi bersagli. Parla di calcio pulito e tutta la spazzatura ce l'avrebbe messa Luciano Moggi. Fatemi capire, il passaporto falso di Recoba per cui l'Inter ha patteggiato, che cos'è? Qual è la sola società di serie A che ha cointeressenze con una di B? Non è l'Inter con lo Spezia? Fatemi capire, c'è differenza se Moggi va a cena da Bergamo con lo scudetto già in tasca e Giacinto Facchetti si attovaglia, con Bergamo, mentre l'Inter ancora lotta per un posto in Champions? Le fidejussioni false firmate da Giacinto Facchetti per la Reggina, non sono forse illeciti pieni? E allora perché la presunzione dell'illecito - cioè non il peccato, ma il solo pensiero del peccato - è sufficiente alla giustizia sportiva per condannare? Lo chiedo, badate, non per me, ma per un club come la Juventus condannato con quella penalizzazione in serie B. Io ho molti tifosi che mi chiamano e mi informano. Nel mondo dei tifosi ce n'è di tutti i tipi. C'è chi arriva a fatica a fine mese e, nonostante ciò, compra un biglietto di curva e chi invece bazzica il mondo della finanza e degli affari".
Via Durini
Moggi parla di come mai il giornale partecipato da un ex azionista dell'inter abbia potuto anticipare le sentenze Caf? Parla anche di spionaggio industriale per spiegare le schede telefoniche. Si difendeva dal Milan? Stracandido oggi parla di Moggi e Mazzini al servizio si Galliani e della Lega. Allo stesso tempo, lo stesso giornale mette zizzania tra Milan e Pirlo, tra Milan e Kakà (smentita ufficiale di oggi pomeriggio). Saranno casi, e così sarà, ma gratta gratta e ci vedi del marcio.
19.7.06
I predatori degli scudetti perduti
Martedì scudetto all'Inter. Ce la faranno i disonorati a mettere lo scudetto sulle casacche. Eccome. Rossi ha in testa il piano, la scusa è l'Uefa. Toglieranno dai cassetti le bandiere impolverate e quelle nuove nuove del 5 maggio. Bravi. Ce l'avete fatta. Già conosciuti come i disonorati e i perdenti, ora è necessario trovare un altro appellativo: i predatori degli scudetti perduti.
25.7.06
Per quelli che...
Per quelli che ...
hanno il passaporto in regola per lo scudetto...
hanno il passaporto di onesti sempre valido...,
lanciano razzi sulle spalle di Dida in mondovisione...,
gettano un cinquantino dalla curva per dimostrare l'attaccamento alla squadra...,
sono nel CdA di Telecom e ma che non sanno delle intercettazioni...,
per quelli che "quest'anno è l'anno buono"...,
per quelli che "il male della squadra è il presidente"...,
è arrivato il momento magico: lo scudetto a luglio/agosto!
Festeggiate e brindate, l'onore l'avete perso da tempo, la dignità se n'è andata con Prisco. Siete sempre la seconda squadra di Milano. Dalla nascita, dalla nostra serie B doppia, dove non avete vinto niente e vinceva la Juve (sarà stato Moggi?). Auguri, da quelli che sono stati "cornuti e mazziati" in questa vicenda talmente assurda che, se non ci fosse stato di mezzo il nostro presidente, ci vedeva riconosciuti due scudetti (e tre derby) vinti sul campo.
Mettete le bandiere alla finestra: dopo anni la naftalina diventa letale! Però avete dimostrato una cosa importante: perdenti si è sempre, vincenti si diventa a tavolino.
Ceausescu
Prendiamo da Repubblica. "Se qualsiasi tesserato avrà sospetti, o sentirà puzza di bruciato, è pregato di rivolgersi immediatamente alla procura federale: questa la disposizione del commissario Guido Rossi per la prossima stagione. Sarà poi Stefano Palazzi a valutare la segnalazione e decidere quindi se archiviare o se passare la pratica all'Ufficio Indagini. In futuro, tutti dovranno stare con le antenne dritte: non sono più concesse omesse denunce, peggio ancora omertà."
Si apre, quindi, l'UDU, Ufficio Delazioni e Unzioni. Si invita esplicitamente alla spifferata, cioè si moltiplicano le fanterie. Il teorema é: "diventa anche tu ispettore federale. Basta poco: orecchie dritte, un po' di immaginazione e una telefonata a Roma. Un lavoro assicurato". Esattamente come in Romania ai "bei tempi andati" della Securitate. Abituato a costruire contropoteri che poi diventano Potere, Reds usa lo schema della delazione attiva, sotto il mantello ipocrita della giustizia, che tale non è.
26.7.06
Quest'indulto pallonaro
Diciamolo apertamente: questa sentenza lascia uno strano retrogusto in bocca. I tifosi di tre squadre plaudono, la rosea ha come sempre anticipato tutti di un giorno e non si sono levate alzate di scudi di sorta. Qui non c'è di mezzo il tifo, è il modo con cui da noi si usa la giustizia e di come la giustizia in questo paese funziona. Non si capiscono, di questa sentenza, troppe cose. La prima è la squalifica dei campi: ma come, i tifosi hanno subito lo scandalo fatto dalle società, vengono penalizzati? Ma la squalifica del campo è stata introdotta per punire i tifosi e le società per colpa dei primi. La differenza tra il Milan e Lazio e Fiorentina è minima: perché? Dalla sentenza precedente si evince che una non chiara intenzione di fermare il Meani il Milan meritava 15 punti di penalizzazione e una purga europea (ricordiamo che è per errore che scattava l'Uefa), mentre ben altre erano le interferenze delle altre due società. Una partita di differenza con la Lazio è davvero un insulto all'intelligenza degli italiani (quanto le dichiarazioni di Cannavaro, il "nemico" del brindellone). Se i reati ci sono stati e sono stati appurati, cosa che per quanto riguarda il Milan non ci sembra il caso, ma si tratta della nostra opinione, ci devono essere delle pene certe. Guido Rossi era considerato "l'uomo giusto al posto giusto" ma, in tre mesi e in un mondiale, qualcosa è cambiato. Carraro, sempre leggendo la sentenza, si trova a pagare 80.000 euro e si becca una diffida. Se vogliamo dirlo, Carraro è ben più implicato del Milan e di Galliani nella fattispecie.
Ci infastidisce, obiettivamente, sentire dall'avvocato che probabilmente non farà ricorso per il Milan, come se la Champions ci appagasse: o siamo puliti e siamo stati ingiustamente accusati o siamo colpevoli. Qui c'è il problema e non scioglie il dubbio per i tifosi e nell'opinione pubblica. O si è prosciolti per non aver commesso il fatto, o si è colpevoli. Questa sentenza sembra un sistema per colpire il presidente, perché a noi 8 punti ci fanno un baffo e la Champions è da sempre il nostro principale obiettivo (forse perché si sapeva che i campionato si giocava ad handicap). (...)
Questa della Corte Federale rimarrà nella storia come una sentenza morale, cosa che non ha precedenti in questo paese. Come mai i giornali che invocavano la forca prima dei processi, hanno tentato di infangare, per non dir di peggio, tutto e tutti, oggi sono indulgenti? Da tutto sporco a ottimismo diffuso. Dai giornali di oggi si ricava l'incarto dei pesci di domani. Che tristezza per il mondo del calcio e per il giornalismo. Se mancano gli arbitri, manca il sistema. E gli arbitri sono usciti puliti. Dov'è il sistema ci si chiedeva alla prima sentenza, fatta da personaggi lontani dal calcio. Le moviole taroccate sono, in fondo, una gran cazzata. E la taroccavano in TV per richiederla a bordo campo. Questo è il problema del calcio? A noi resta un retro gusto in bocca. Abbiamo mangiato un frutto troppo maturo, forse qualcuno lo definirebbe marcio e ci è rimasto un retro gusto molto, ma molto, amaro. Resta sconfitto, comunque, il partito dell'amnistia, o dell'amnesia.
27.7.06
Lo scudetto dell'onestà
Ieri sera alle 8 e mezza in una strada milanese due macchine strombazzano. È di poco prima la notizia dell'assegnazione dello scudetto alla prima squadra che capita. Contestualmente sulla Rai danno la partita del prestigioso trofeo Alto Adige. Inquadratura sulla panchina: con Mancini e di fianco Oriali, cioè uno condannato dal tribunale penale a 6 mesi di reclusione con la condizionale per aver falsificato passaporti di tesserati. Di sottofondo la voce di Civoli che dice: questo è lo scudetto dell'onestà.
28.7.06
Crvena Zvezda
Chissà se i grandi saggi dell'Europa ci giudicheranno meritevoli di prendere parte al circo della champions. Dubitiamo. Non è che abbiamo proprio tutte le carte in regola, sportivamente ed economicamente parlando. Non riusciamo a essere in linea con le due squadre italiane che vi partecipano di diritto: non abbiamo falsificato passaporti e schierato giocatori che non potevano giocare, non abbiamo fatto ricorso a sconti di bilancio del 60% dell'ultima ora profferti gentilmente da vecchi amici, non abbiamo regalato Rolex d'oro alle giacchette nere (noti taroccatori di partite), non abbiamo frodato lo Stato e poi patteggiato di pagare tasse e contributi con rateizzazione ventennale.
Eh si, siamo proprio indietro. E poi siamo dei lamentosi: ci lamentiamo, oltretutto per telefono di guardalinee ciechi e chiediamo di averne dotati di vista. No, non siamo proprio degni di partecipare a questa rimpatriata con la Stella Rossa.
Fine della parte 3
