Magazine del 15/07/2011
C'è un punto fermo, per quanto ancora non ufficializzato, nel mercato estivo condotto fin qui dal Milan. Marek Hamsik. Bloccato sia perchè è un pallino di Allegri, sia per il capriccio di portarlo via a De Laurentiis. Non c'è ancora ufficializzazione, visto che manca ancora il nero su bianco, ma c'è accordo su tutto. E che sia chiaro, non è lui Mister X. Non è ad un giocatore come Hamsik che Galliani e Raiola pensavano, quando parlavano di un centrocampista in grado di fare la differenza in Europa. L'idea della società, benedetta e confermata dal Presidente, nonostante la sentenza Mondadori, è infatti quella di abbinare ad Hamsik il tanto decantato top player, il craque. E risolvere anche un problema in prospettiva: tra un anno, mezzo centrocampo attuale (Ambrosini, Van Bommel, Seedorf e Gattuso) farà molto probabilmente le valigie, per scadenza di contratto, e magari anche per scadenza di prodotto. Quest'anno è già andato via Pirlo. Muoversi già da ora, per mettere a posto le cose nella zona nevralgica, sarebbe cosa buona e giusta. Dunque, non solo Hamsik. Il nome da spendere, quello importante, è sempre lo stesso: Cesc Fabregas. Che ha però un problema: è afflitto da una rara e acuta forma di saudade catalana, e dopo tanti anni vuole fortemente tornare a casa. Non che disprezzi o disdegni il Milan, assolutamente. Ma potendo scegliere, i suoi ormoni voterebbero Barça. Che ci sia un preaccordo tra Arsenal e Milan, è ormai cosa risaputa. Che ci sia l'accordo anche col giocatore su un eventuale contratto, è altrettanto assodato. Semplicemente, Fabregas vuole essere sicuro che sia impossibile giocare al Camp Nou, prima di sposare la causa Milan. Comportamento comprensibile, ma che ha fatto saltare la mosca al naso al Presidente, per il quale è assolutamente impensabile che un giocatore qualunque, di fronte alla chiamata del Milan, prenda tempo per pensarci. E quindi sono scattate le ipotesi alternative: la più suggestiva delle quali è rappresentata da Bastian Schweinsteiger, teutonico panzer del centrocampo del Bayern. Ma anche lì, trattare con i figli di Germania, è assai faticoso. E la merce in questione è molto costosa. Quindi la terza scelta, direttamente dal campionato nostrano: Javier Pastore. E in quel caso il craque sarebbe figlio dell'accoppiata con lo slovacco del Napoli. Non che una trattativa con Zamparini sia una passeggiata di salute, ovvio. Ma le condizioni del cartellino del trequartista argentino, detenuto per metà dal suo agente Simonian, rendono possibile la trattativa. A Montolivo, francamente e nonostante i rumors delle ultime ore, si fa fatica a credere. Più facile credere nel ritorno, a puro titolo di capriccio presidenziale, di Ricardo Kakà. Magari in prestito, magari ad ingaggio dimezzato. Scenari suggestivi, idee concrete. E quanto sembrano lontani i tempi di Luis Fabiano...
