Magazine del 08/07/2011

X Factor

Speriamo non sia questo Ganso il Mr X

“Sei giovane, hai qualità ma per me...è no!”
No ragazzi, non è il giudizio di Mara Maionchi sul nuovo giovane cantante neomelodico sfornato da X Factor, è semplicemente il nostro pensiero sul nuovo presunto “craque” del calcio bailado: Paulo Henrique Chagas de Lima, meglio noto come Ganso.
L’ultima prestazione in Copa America ci ha lasciato parecchio perplessi, sia noi che diverse personalità dello spogliatoio rossonero e di via Turati.
Il nuovo Rivaldo è stato per lunghi tratti di gara irritante, compassato e lento più del solito. I ben informati dicono sia colpa di uno stato di forma precario dovuto ai continui infortuni, e di una preparazione con il resto della nazionale verdeoro ridotta all’osso per “colpa” della finale di Libertadores (vinta dal suo Santos, ndr).
Schierato come regista avanzato alle spalle del trio Pato-Neymar-Robinho, Ganso ha dato solo la sensazione di avere una grande intelligenza tattica e di una visione totale del gioco, ma alla fine è risultato di gran lunga il peggiore in campo.
Tecnicamente due sono le sue caratteristiche principali: l’ultimo passaggio e la percussione centrale palla al piede con tiro in porta.
Nel nostro Milan, per quel che riguarda l’ultimo passaggio, siamo messi molto bene. Abbiamo Ibra, Pato, Cassano, Robinho e Seedorf che tecnicamente non sono inferiori a Ganso, quindi, ha senso aggiungere un nuovo elemento alla trequarti quando abbiamo già così tanti giocatori tecnici in grado di fornire la stessa qualità in quella zona nevralgica del campo?


Per quanto riguarda la percussione centrale possiamo prendere come punto di riferimento il nostro ultimo pallone d’oro: Kakà. Ganso è 10 volte più lento e meno esplosivo di quel che è stato il nostro ultimo trascinatore nell’era “pre-Ibra”. In Italia, senza quell’esplosività, Ganso sarebbe in grado di fare certe percussioni, prendersi lo spazio e il tempo per il tiro? Oppure è come tanti altri giocatori tecnici che hanno fallito in serie A, a causa dell’incapacità di evitare il pressing degli avversari, gli anticipi e i colpi duri?
Dette quali sono le sue caratteristiche principali, passiamo ai difetti. Si può dire che nel dribbling sia molto lento. Alcuni lo paragonano a Zidane. E’ un paragone che può starci ma Zidane aveva una “cattiveria” e un gioco di gambe nel dribbling che al momento Ganso ancora non sta dimostrando di avere. Zizou faceva letteralmente sedere i suoi avversari con “veroniche” e cambi di piede con finta lentezza. Il Ganso visto fin’ora rischierebbe soltanto di farsi soffiare la palla, o peggio, di farsi portare via il terzo ginocchio della carriera. Gli manca inoltre, come a molti suoi connazionali (Pato ndr), quel furore e quella cattiveria che, se da una parte evitano cali di lucidità, dall’altra possono sembrare scarso attaccamento al risultato.
Tatticamente, riguardando la partita dell’altra notte, il nostro pensiero è che Menezes stia sbagliando formazione. La notra idea è che l’Oca non abbia bisogno di avere davanti 3 giocatori che fanno traffico. La sua posizione ideale è dietro due prime punte, una alla Pippo Inzaghi, pronta a ricevere l’ultimo passaggio sul filo del fuorigioco e un’altra che sappia svariare aprendo gli spazi per un passaggio filtrante.
Inoltre, in un ipotetico ruolo da trequartista classico, sarebbe sollevato da fastidiosi compiti difensivi che un giocatore che con la sua flemma non può garantire, se impiegato da mezz’ala nei tre di centrocampo.
In definitiva, se il Milan puntasse su questo giocatore significherebbe che hanno intravisto grandissimi margini di crescita, sia fisica che caratteriale, soprattutto in virtù delle richieste economiche del Santos. Richieste da vero craque mondiale, da giocatore capace quasi da solo di portarti all’ottava Champions League.
Noi abbiamo seri dubbi a riguardo e per il momento, parafrasando la nostra cara amica Mara, “per noi...è no!”
FMCR, il portale dei milanisti





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