Magazine del 08/07/2011

2011: l'anno
dei Moratti

Ci sono anni e anni

Esistono periodi sì e periodi no.
Questo, per i Moratti, è un periodo decisamente no, ma ci auguriamo che possa svoltare.
Partiamo dalle "cognate", una volta impegnate a fronteggiarsi nell'arena politica, oggi messe inesorabilmente da parte e battute alle urne.
Poi i fratelli e la loro azienda petrolifera, nel centro del ciclone per la quotazione in Borsa e per qualche incidente nelle fabbriche. Se ne parla poco, ma se ne parla. Ai giudici, comunque la sentenza e l'ultima parola, comunque qui non troverebbe posto perché si parla di calcio, la cosa più seria tra quelle che non lo sono.
Poi arriva il massimo, non per il nome, con il presidente dell'Inter che ha delle uscite clamorose nei confronti del partner della squadra, nonché elemento fondamentale per i rapporti commerciali, dichiarando che non leggerà più un giornale del gruppo.
Premesso che i giornali esistono per i lettori e fondano il proprio business sui lettori stessi, la libertà di stampa è un diritto inalienabile, piaccia o non piaccia quello che si scrive.
Qui a Milan 7 ci sentiamo liberi di amare il Milan in ogni sua forma ma ci sentiamo altrettanto liberi di criticare le cose che fa il Milan. Noi come i tifosi che leggono e commentano. Nessuna pressione sarebbe accettabile.
Chi scrive, comunque, può sbagliare, la differenza è il dolo volontario o la buon fede.
Resta la libertà di scegliere, come lettore, se acquistare, o nel caso di Milan 7 di cliccare, un giornale o no, ma non conta più di tanto.
Come si fa a dire che non si leggerà più il proprio "house organ"?
Come si fa a sputare nel piatto in cui si sta mangiando e si mangerà perché hanno avuto la sfrontatezza di parlare di fatti sotto gli occhi tutti?
"Hanno taciuto, omesso e annacquato" fino a che hanno potuto, ma poi i fatti si devono scrivere, l'argomento del momento è quello e cosa fai, non ne parli per non infastidire uno dei tuoi azionisti?
I giornali, poi, sono cerchiobottisti per definizione.
Ma in RCS non ci sono anche gli Agnelli o i Della Valle? Ma avete mai visto dire cose di questo tipo?
Se avessimo parlato di ju29ro, possiamo discuterne: da anni tira in ballo l'ex presidente nerazzurro (e in questi giorni è giustamente in festa).
Qui stiamo parlando della Gazzetta.
Poi arriva un altro illuminante esempio di pensiero liberale.
Giorgio Meletti ha scritto per Chiare Lettere un libro sui Moratti, parlando dell'azienda di famiglia, la palindroma Saras.
Il libro ancora non l'abbiamo visto e la cosa comunque non ci riguarda, ma ha già fatto abbastanza scalpore per il semplice fatto che i Moratti abbiano attivato una serie di azioni volte a non far parlare del libro. Riportiamo le parole dirette:


Il dott. Gian Marco Moratti, in proprio e quale Presidente di Saras Spa, il dott. Massimo Moratti, in proprio e quale Amministratore Delegato di Saras Spa e Presidente di FC Internazionale Milano, hanno conferito incarico al Prof. Avv. Antonino Menne, del Foro di Milano, affinché, a tutela dei propri diritti, prontamente e senza indugio, promuova nelle opportune sedi, nei confronti dell'autore e dell'editore del medesimo libro, nonché dei mass media che, in qualsiasi forma e sede, allo stesso abbiano dato o diano spazio e risalto, ogni e qualsivoglia azione ritenuta a questo fine necessaria.
Di che cosa si tratta?
Di minacce e di limitare la libertà di stampa e di pensiero?
Non vorremmo interpretarle in questo modo, ma la sensazione è brutta.
Ma se così si fosse comportato il nostro presidente in pectore, che cosa sarebbe successo? Non raccontateci la favola che lo fa e fa anche ben altro, perché minaccia personalmente i "giornalisti comunisti" ma poi non passa ai fatti. Magari "si aggiusta qualche legge" e "controlla" molte fonti, ma non tutto, e ovviamente qualcosa sfugge e, nel suo caso, ne sfuggono di notizie.
Che cosa sarebbe successo?
Qui si gioca d'anticipo.
Ma come, la libertà di stampa, la circolazione delle idee, il contraddittorio, anche se vogliamo la dura lotta dialettica, non fanno parte dell'illuminata azione imprenditoriale?
Ci auguriamo che questi siano solo dei sentito dire e delle provocazioni, perché altrimenti prenderebbero corpo le voci di pressioni e minacce che già abbiamo sentito raccontare nei bar nei confronti dei componenti del Consiglio Federale della FIGC.
Speriamo che non sia vero, che siano solo voci da bar.
Nel frattempo ci consola leggere il comunicato del CdR della rosea, a cui va la nostra solidarietà. Tra le tante cose, parla di "lealtà sportiva", che è l'unica cosa che, a quanto pare, non è andata in prescrizione.
Signor Moratti, la invitiamo a partecipare ai contraddittori, a difendersi nel modi che ritiene più opportuni.
Ma lo faccia in prima persona, non nascondendosi dietro a dei legali e a forme di tutela molto opinabili.
Un conto sono i discorsi da bar e le azioni di bullismo, un conto è la realtà.
Per favore, ritorniamo con i piedi per terra, senza dire a un procuratore federale che ha fatto una cosa stupida, perché quella frase suona stonata come il gesto dell'ombrello e il vaffa per Ronaldo.
Speriamo che sia un vezzo di famiglia, ma non un vizio.
Lo diciamo per lei. I giornali, i lavoratori e i tifosi restano, i presidenti delle società vanno e vengono. Solo pochi meritano un posto nella storia.
Non si scelga, perché è quello che sta facendo, un posto sbagliato. Lo diciamo da milanisti.
Ci pensi, per il calcio, per i giornali, per la libertà e per la dignità delle persone.
Ci pensi.
E lo diciamo da milanisti, ma anche da innamorati di calcio.
Di quel calcio giocato in campo e sognato dai bambini.
Presidente, guardi i bambini con la maglia dell'Inter e lo faccia per loro.
Noi, milanisti e giornalisti, non contiamo niente rispetto a loro.



Gigi Beltrame


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