Magazine del 24/06/2011

Due colpi
da fare

Eriksen e Danilo: costruire il futuro su due futuri fuoricla

Fabregas, Hamsik, Ganso, Schweinsteiger. Sono questi i principali nomi con cui la maggior parte dei tifosi rossoneri sta sognando quest’estate, e non c’è da dar loro torto: sono giocatori decisivi, tre di questi quattro straordinari… alcuni dei fuoriclasse, altri dei futuri fuoriclasse.
Sono però giocatori che costano, e parecchio. Quaranta, trenta, cinquanta milioni. D’altronde, se si vuole il meglio, bisogna tirare fuori i denari.
La cosa migliore però, e questo non vale solo per il calcio, è comprare qualcosa spendendo meno di quel che vale… oppure comprare qualcosa spendendo una cifra X sapendo che in futuro il valore aumenterà esponenzialmente.
Alla luce di queste considerazioni, noi oggi vogliamo farvi due nomi che sono già più o meno sulla bocca di tutti, anche se – tiriamocela un po’ – noi li conoscevamo già da un po’ di tempo prima.
Il primo è Christian Eriksen, classe 1992 dell’Ajax, danese. Lo vedemmo per la prima volta in una partita di Eredivisie del 2009/2010, Feyenoord-Ajax 1-1. Jol lo fece entrare nel secondo tempo e lo posizionò largo a sinistra sulla linea dei centrocampisti: mise in difficoltà il suo coetaneo de Vrij, terzino destro della squadra di Rotterdam, e anche se i lancieri non riuscirono a segnare la rete dell’1-2, la partita del giovane danese fu positivissima.
All’inizio della sua avventura in prima squadra la difficoltà maggiore riscontrata da Jol fu senza dubbio trovare una posizione per questo campioncino: ottimo cambio di passo, buona velocità, gran visione di gioco e destro sublime le sue caratteristiche, con l’ex mister del Tottenham che decise di premiare maggiormente le prime due, schierandolo spesso e volentieri centrocampista laterale o addirittura ala.
Non ci è voluto però molto per capire che Eriksen la differenza la fa soprattutto con la palla tra i piedi. Lo capì Olsen ai Mondiali 2010, che lo portò (più giovane giocatore della rassegna iridata) e lo utilizzò soprattutto da trequartista; lo hanno capito in questa stagione anche Jol prima (fino a dicembre) e Frank de Boer poi, allenatore quest’ultimo con il quale Eriksen ha fatto il definitivo salto di qualità. Utilizzato a volte da metodista, altre da mezz’ala, il danese è stato il fulcro del centrocampo della squadra Campione d’Olanda 2011, la più giovane squadra di sempre a vincere l’Eredivisie.
Su di lui quindi ci scommettiamo ad occhi chiusi, soprattutto se il prezzo dovesse essere inferiore ai 15 milioni. Perché – segnatevelo – tempo un paio d’anni e i milioni che ci vorranno per strapparlo agli olandesi – oltretutto straordinari mercanti – saranno almeno il doppio.


Il secondo giocatore di cui vi vogliamo parlare è da poche ore Campione Americano 2011 con il Santos, ed è senza ombra di dubbio uno dei più forti giocatori del continente sudamericano. Parliamo di Danilo, mezz’ala destra/terzino destro del Santos.
In una squadra che per la maggior parte degli addetti ai lavori pare avere solo Ganso e Neymar, sono tante le stelline più o meno giovani che hanno fatto la differenza nel cammino che ha portato il Peixe a vincere la Libertadores: Rafael, portiere classe ’90, Alex Sandro, terzino mancino classe ’91, Adriano, mediano roccioso classe ’87, Arouca, mezz’ala dell’86, Zé Eduardo, prossima punta del Genoa dell’87 e, appunto, Danilo.
Parliamo di un ’91, teniamolo bene in mente.
Per parlare di lui partiamo da lontano, dal 2004. Copa America andata al Brasile, che battè in finale l’Argentina di Bielsa. Nel Brasile di Parreira, un Brasile 2, giocava terzino destro un certo Maicon, ancora sconosciuto in Europa. In quell’edizione ci innamorammo del giocatore che qualche anno dopo ci avrebbe fatto penare, e parecchio, all’Inter. Corsa fuori dal comune, ottimo destro, stamina eccezionale.
Ecco, guardando questo Danilo abbiamo avuto la stessa sensazione che avemmo nel 2004 guardando Maicon. Anzi, ad onor del vero, una sensazione ancora migliore, perché Danilo ha un senso tattico eccezionale per un ventenne, e può giocare con estrema disinvoltura anche da mezz’ala destra.
Ad essere sinceri in questo momento lo preferiamo addirittura come centrocampista, nonostante ieri abbia giocato una finale straordinaria da terzino. Lo preferiamo da mezz’ala perché le pochissime distrazioni che ancora ha da terzino possono essere letali nel calcio europeo: giusto il tempo di crescere e sarà una sorta di giocatore perfetto, pressoché inattaccabile.
Da mediano ha giocato gran parte della Libertadores 2011, segnando anche gol importanti e pesanti. Ci è sembrato di vedere in lui il giovane Gattuso: non perché somigli tecnicamente al calabrese, per carità, ma perché anarchico, pieno di energie, instancabile… il tutto, però, con una tecnica di base neanche lontanamente paragonabile a quella del Gennaro di dieci anni fa.
Anche per lui il prezzo non dovrebbe essere eccessivo, al massimo 10/12 milioni di Euro. Soldi che sarebbero ben spesi, decisamente.
Insomma, 25, al massimo 30 milioni da spendere su questi due giocatori. Può sembrare una spesa eccessiva per due ventenni, ma meglio 30 milioni oggi per due ventenni che 70 milioni domani per due ventisettenni… non vi pare?!



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