Magazine del 10/06/2011Partiamo subito con un bel carico da novanta, i rinnovi di contratto a Clarence Seedorf e Filippo Inzaghi. Se per il secondo si potrebbe prospettare una stagione da mascotte di lusso, utilizzato giusto “quella volta che…”, come a dirgli: “ti ho anche fatto giocare 20 minuti, cosa rompi le balle?”, o almeno ce lo auguriamo, per il primo questo discorso è pura utopia. Conoscendo il carattere ed il “peso specifico” di Seedorf, riteniamo al quanto improbabile un suo utilizzo sporadico. Aggiungiamo a questi la conferma di Gattuso ed Ambrosini, un altro carico da novanta. Stiamo parlando di quattro giocatori, molto pesanti, molto influenti, e per alcuni motivi, anche molto importanti.
Questa premessa ci porta a fare una serie di considerazioni in proiezione futura, non tanto all’estate 2012 quando si dovranno sistemare 11 caselline in rosa, che già di per sé è un discorso molto complesso ed in un certo senso preoccupante, quanto a questa estate. Quella che sta per iniziare. Perché questa estate dopo aver già sistemato Taiwo e Mexes, ci saranno altri acquisti da fare, e lo sappiamo bene no?
Ma acquistare non è un problema di grande importanza, il problema è cedere. Cedere dei giocatori che sono ingombranti in alcuni casi, oppure accantonarli. Come già detto, se per Inzaghi potrebbe essere una cosa fattibile, potrebbe, lo stesso non si può dire per Seedorf, e difficilmente per Gattuso e Ambrosini.
Seedorf, Gattuso e Ambrosini che sono tre centrocampisti, ai quali vanno aggiunti Boateng, che Allegri come molti tifosi considerano inamovibile, stesso discorso per Van Bommel, e davanti abbiamo Ibrahimovic e Pato. Con la variante Robinho, con Flamini, con Emanuelson… Insomma, alla fine dovessero arrivare una mezz’ala e magari anche un altro centrocampista, in quanti giocheremo? In 16?
Si fa turnover voi direte. Benissimo, io questo lo accetto, lo condivido ed anche io lo sostengo con forza, sono un portatore sano di turnover e lo considero uno degli elementi importanti che costituiscono “la grande squadra con l’ampia rosa che punta a vincere tutti gli obbiettivi”. Ma… il turnover lo fai con Seedorf? Lo fai con Ambrosini? Lo fai con Gattuso? Si, magari ci provi. Una volta. Forse anche due, ma poi?
Io, purtroppo, come molti tifosi, ho costatato che si è persa una grande occasione per sfoltire la rosa dai nomi troppo pesanti, per alleggerirla. Dei quattro nominati si sarebbe potuto tenere Ambrosini, in quanto capitano, ma gli altri no. Troppo ingombranti, troppo. E ringraziamo il cielo che almeno Pirlo è stato lasciato libero di andare alla Juve! Tempo addietro sarebbe rimasto pure lui!
Vi porto a ragionare con qualche esempio. Si sta giocando una partita di campionato, siamo contro la Roma, a San Siro. Allegri per l’occasione schiera il suo 4-3-1-2, con Abbiati; Abate, Nesta, Silva, Taiwo; Gattuso, Van Bommel, Mister X; Boateng; Ibrahimovic, Pato. Le telecamere si spostano sulla panchina dove vediamo già Seedorf con una piva lunga un chilometro perché lui contro la Roma ci voleva giocare, cazzarola. Finisce il primo tempo e stiamo conducendo per uno a zero grazie ad una bella prestazione di tutta la squadra, Van Bommel e Mister X su tutti. Boateng ha segnato su assist di Ibrahimovic. Inizia il secondo tempo e, come normalmente Allegri fa, il primo cambio è al 75’, Ambrosini per Gattuso. Applausi, risate, gioia, e via dicendo. Intanto si vede Flamini che dice: “eh grazie… Esce Gattuso entra il capitano, e io che ci sto a fare qui?” (ma forse Flamini verrà ceduto questa estate…). Arriva il secondo gol, magari di Pato. A quel punto mancano dieci minuti, ormai il risultato sembra essere “in frigo”. Che fare? Allegri si volta verso la panca e dice: “Quasi quasi tolgo Pato e metto Seedorf…” e così fa. All’81’ entra Seedorf, con una faccia che è tutto un programma, come suo solito, ed esce un Pato raggiante e felice che manda baci e cuoricini. A quel punto Robinho pensa: “Vabbé mercoledì c’è la Champions, gioco sicuramente io…”. Scatta il 90’ e Allegri toglie Mister X per Emanuelson. L’olandesino pur non essendo proprio felice, entra per i tre minuti di recupero che restano. Ma accade l’imponderabile, segna un gol. Stupendo per giunta, grazie ad una sponda all’indietro di Ibrahimovic che lo mette in condizione di effettuare un dribbling e tirare una sassata in porta. Finisce qui la partita. Tutti contenti… Più o meno.
Si arriva a mercoledì. C’è la champions e si gioca contro il Real Madrid. A Madrid… Eccoci al momento cruciale. A quel punto davanti ad Allegri si schierano nell’ordine: Robinho “mister mi faccia giocare perché sono fresco e riposato, non ho neanche giocato contro la Roma, e la partita prima contro il Chievo sono entrato venti minuti…”. Seedorf: “Oh, con la Roma la posso anche mandare giù. Ma contro il Real mi devi schierare eh!”. Emanuelson: “Mister visto che gol? Eh? Visto?”. Boateng: “Se non mi schieri a Madrid ti spezzo le gambe.”. Flamini: “E se non schieri me, lo aiuto”. Ambrosini: “Ascolta, sono stato in panca contro la Roma, sono il capitano, a Madrid ci devo essere”. Gattuso: “Oh Massimo… Contro il Real eh? Mi schieri vero? Oh, hai visto che partita t’ho fatto contro la Roma no?”. Van Bommel neanche deve parlare, Ibrahimovic non scherziamo, Pato mah… Arriva Inzaghi: “Mister, mister… Queste sono le mie partite fammi entrare almeno nel secondo tempo, dai, dai, dai”. Mister X: “Contro il Real devo assolutamente giocare, in fondo mi avete preso proprio per competere in Europa no?”.
Finisce qui? No! Driiin, driiin. “Si, pronto? Sono Philippe. Ascolti, posso capire che non mi abbia schierato contro i miei ex compagni, ma almeno contro il Real mi farà giocare o no?”.
Che fare? Che dire? Ci mettiamo ad inventare degli infortuni fasulli per addurre una motivaziona apparentemente plausibile come scusa per una panchina? Per una tribuna? Li rinchiudiamo tutti in uno stanzino, facciamo in modo che si scannino tra loro e chi ne uscirà vincitore verrà schierato? Si fa la conta? Estrazione di bigliettini? Si finge un malore? Le cavallette? L’alluvione? Si certo, si fa turnover che diamine. E se lo capiscono bene, altrimenti pazienza.
Altrimenti pazienza? Allora torniamo all’inizio. E’ più facile fare turnover con giocatori tipo Emanuelson? O con giocatori tipo Seedorf? Fategli fare 10 panchine a Seedorf, poi mi dite. Mettete in panchina Gattuso per 5 partite poi mi dite. Chiedete ad Ambrosini di non giocare contro il Barcellona perché ha già giocato la volta prima contro il Siena ed ora tocca a Gattuso, poi mi dite.
Sono troppi, ragazzi, sono troppi. Ma non tanto per il numero come dicevo, perché è giusto avere una rosa qualitativamente elevata, e numericamente adatta per tre competizioni (sempre se si ricordassero almeno una volta che esiste anche la coppa Italia), ma per il loro peso. Per quello che “sono stati” e “sono oggi” per il Milan. Bastava tenerne due. Tra tutti i contratti in scadenza, tra tutti gli over trenta, ne bastava tenere due. Ambrosini e uno tra Inzaghi e Nesta, gli altri via. Via per l’amor del Cielo, via!
Bisognava toglierci questi pesi, respirare aria nuova, aprire le finestre! Sono giocatori che non servono, e non serviranno più. Hanno perso un’occasione d’oro per farlo, non l’hanno sfruttata ora si devono tenere la patata bollente in rosa.
Rosa che tra le altre cose come ben sappiamo, dovrà essere sistemata, con il famoso Mister X di cui sopra, e con altri acquisti di cui si parla incessantemente.
Ma le cessioni dicevamo? Chi cedere? Papastacoso ormai è già un ex, neanche dobbiamo considerarlo. Cassano si potrebbe fare. Flamini avrebbe mercato, ma mi si deve spiegare come si pensa di sistemare il centrocampo, tenendo sempre gli stessi centrocampisti da dieci anni (meno Pirlo ma solo dalla prossima stagione) e cedendo sempre tutti gli altri che ci girano attorno. Poi chi c’è? Zambrotta non lo vendi neanche alla Crai, Oddo non ne parliamo…
Chi resta? Bonera, al massimo lo dai in prestito o lo ricedi al Parma per due milioni. I portieri non li toccano. Antonini, mah… chissà… Boh… Chi ci resta da cedere? I giovani! Merkel, Strasser e mezza primavera. Quelli si, quelli sono sempre i primi ad esser ceduti, sempre le vittime sacrificali sull’altare dei Seedorf e amici vari ai quali va data eterna riconoscenza. Sempre loro, via. Via tutti questi brutti giovanotti che non valgono certo le mirabolanti 5 partite a stagione del numero dieci rossonero, o le sfuriate di Gattuso, o gli 8 mesi di infortuni di Inzaghi. Via loro per primi! Via i giovani!
E poi ci sentiamo dire da Galliani che “Il Barcellona ha i soldi per spendere grazie alla fiscalità spagnola”. Ditemi quanti giocatori hanno in rosa che provengono dalla cantera e quanti sono stati comprati a peso d’oro negli ultimi dieci anni. E stiamo parlando di quella che possiamo tranquillamente definire, la squadra più forte del momento. Fate il confronto tra le ultime 10 campagne acquisti/cessioni del Milan e le ultime 10 del Barcellona. Poi mi dite chi ha speso di più; poi mi dite chi ha speso meglio. Con o senza fiscalità spagnola. Per non parlare della storiella degli stadi di proprietà. E fatelo sto stadio di proprietà no?! Avessi detto, in Italia non si può fare, ok… Mi adeguo, ma mi pare che Torino si trovi in Italia e non in Svizzera. Od in Inghilterra.
Ma dai su, in Spagna, in Inghilterra, ma anche in Germania, di squadre che arrivano con 11 contratti in scadenza su 25 giocatori, non ce ne sono. Di squadre che hanno la possibilità di lasciar partire tanti over trenta “pesanti” e “costosi” e ne fanno partire uno solo (tanto per…), non ce ne sono. Perché si programma, si pensa al futuro. Ma allora questo Milan alla fine che cosè oggi? E’ un cantiere aperto, con tutte le possibilità di rinnovarsi da qui a fine agosto? Oppure è già chiuso? Chiuso da certi personaggi ingombranti che non permettono ne alla società di operare liberamente sul mercato, ne all’allenatore di lavorare serenamente. Come si suol dire. Ai posteri l’ardua sentenza.
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