Magazine del 03/06/2011

Perché Fabregas?

Una provocazione seria sul mercato

Perché Fabregas? Perché dovremmo prendere lui? E soprattutto, per metterlo dove, esattamente? Dopo l’addio di Pirlo da più parti abbiamo sentito “per sostituire Andrea c’è solo un giocatore che va bene: Fabregas”. Frase dettata forse più dall’impulsività che dalla ragione. Quindi noi in questo momento siamo qui a chiedervi e chiederci: perché proprio lui?
Prima di spendere parecchi milioni sono domande da porsi, o forse sbagliamo? Come abbiamo scritto qualche settimana fa, Pirlo nel Milan di Allegri non ha reso un granché, sia per motivi fisici, sia per motivi tecnici. Il gioco di Allegri, piaccia o non piaccia, ha nel suo fulcro davanti alla difesa un giocatore totalmente diverso da Pirlo (o Fabregas): un van Bommel, un Ambrosini, un Conti a Cagliari. Piedi decisamente meno morbidi rispetto a quelli di Pirlo o Cesc, ma decisamente più abilità nel leggere tatticamente la partita, più durezza nei contrasti, più fisico.
Chi ci assicura che sia proprio come si legge sui giornali - e non solo - in questi giorni, cioè che il Milan stia puntando il catalano? Come si può pensare di spendere tanti soldi per un “esperimento” che Allegri nella sua giovane carriera da allenatore non ha mai fatto con continuità?


No, noi pensiamo che non sia Fabregas il primo indiziato ad arrivare al Milan. O meglio, non in quel ruolo. Ma allora per quale ruolo? In questo momento a nostro avviso Fabregas potrebbe inserirsi nello scacchiere tattico di Allegri soltanto dietro le punte: ha tempi di inserimento perfetti, sa svariare e ha il passo perfetto per chi gioca centralmente (oltre a tempi di passaggio extralusso). Acquisire lo spagnolo per farlo giocare in un centrocampo a tre sarebbe un azzardo troppo grande, dal momento che il Capitano dei Gunners non gioca in quel ruolo probabilmente dai tempi della cantera blaugrana. Sotto la guida di Wenger ha fatto la fortuna della squadra londinese da centrale di centrocampo con al suo fianco un “mazzolatore” alla Flamini, un sistema di gioco diametralmente opposto a quello giocato in questa stagione dal Milan.
Noi pensiamo a due nomi per il ruolo davanti alla difesa, due che sono più simili ai nostri odierni volanti: il primo è Javi Martinez, giovane centrocampista classe 1988 del Bilbao (il nuovo Gerrard, secondo molti, ma a noi sembra più il nuovo van Bommel, ma più tecnico) e un giocatorino che avrete sentito già nominare, magari: Bastian Schweinsteiger.
Di loro ne parleremo la prossima settimana. Nel frattempo concludiamo con un pensierino: non commettiamo lo stesso errore fatto con Ancelotti, per piacere. Assecondiamo il Mister e mettiamolo nelle condizioni migliori per fare bene. Questo lo si può fare in un solo modo: acquistando giocatori consoni alla sua idea di calcio senza farsi trasportare troppo da fregole personali.



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