Magazine del 20/05/2011Andrea Pirlo è stato un grande giocatore, non c'è che dire.
Se ha avuto una carriera di livello e ha vinto tutto, perché faceva parte dell'under 21 dei sogni e dell'Italia del 2006, lo devi un po' anche al Milan.
Noi ti abbiamo adottato, ti abbiamo coccolato, ti abbiamo visto crescere (OK, stiamo esagerando). Tu non ti sei mai tirato indietro, ma nemmeno noi.
Tutto sarebbe andato via liscio se in un recente finale di partita non ti fossi defilato dalla festa con i compagni. E se poi, in questi giorni, non te ne fossi uscito con una frase sciocca quanto insensata.
Esci da una squadra che è protagonista da sempre e ti ha reso protagonista, per passare alla bwin senza un anno di grande palcoscenico europeo e, soprattutto, senza grandi prospettive. Sappiamo bene che la decisione risale a marzo, ma non abbiamo detto nulla. Anche per non rovinare la cavalcata scudetto.
Noi ti abbiamo voluto bene, ma quest'anno noi abbiamo già avuto rimpianti per il tuo infortunio, questo non dimenticartelo.
I soldi non fanno la felicità, ma a volte aiutano, lo sappiamo. Ma non chiamarci quando avrai tu dei rimpianti, per il clima a Milanello, per la società che non è virtuale, per dei tifosi che ti hanno preso e adottato anche se avevi un "tatuaggio" pesante.
Caro Andrea, tante belle cose, ti saluteremo sempre con gioia, ma non pensare ai nostri rimpianti, nemmeno per un momento.
Sei stato un grande, sei parte della nostra storia, sarai sempre nei nostri cuori, ma non ci puoi augurare di avere dei rimpianti.
Buon viaggio, Andrea, e brinderemo per sempre con un pirlo (è un ottimo aperitivo) quando passeremo da Brescia: alla tua, ovviamente (anche perché pagherai tu, visti i soldi che ti danno).
