Magazine del 20/05/2011Il campionato 2010\2011 ormai è andato in archivio (manca Udine, e secondo noi sarà pareggio), e vorremmo analizzare i numeri e la stagione del Milan di Allegri trovando anche spunti su cui poter migliorare in ottica futura ed europea.
A una partita dalla fine, il Milan di Acciuga ha la miglior difesa del torneo con 24 gol subiti, con ben 13 gol in meno della seconda miglior difesa, ha subito nel girone di ritorno solo 2 gol a San Siro (Bari e Cagliari), e 8 in totale.
Questo dato denota che, dopo il periodo iniziale di assestamento della squadra, la nostra fase difensiva ha raggiunto livelli altissimi. Parlo di fase difensiva perchè i difensori, a parte Mario Yepes, sono gli stessi dell’anno scorso, e anche senza Sandro che quest’anno ha saltato alcune partite, la nostra difesa ha tenuto alla grande. Segno che lo sciagurato modulo adottato dal "permaloso" era sbagliato dal principio.
Allegri, invece, ha capito da subito che il campionato si vince subendo pochi gol e ha sistemato il centrocampo, inserendo al centro un uomo di contenimento e spostando a sinistra l’uomo di qualità.
Altro dato interessante, è che in questa stagione abbiamo vinto per 8 volte con il risultati di 1-0: 8 gol hanno portato 24 punti. Un’enormità, che mette ancora più in risalto la solidità della nostra fase difensiva.
Parlando di attacco, ad oggi siamo secondi a pari merito con l’Udinese a 65 gol, ad 1 solo gol dalla prima. Segno che nonostante la nostra coppia titolare (sulla carta), Ibra-Pato, sia stata utilizzata poche volte, i sostituti si sono fatti trovare pronti e hanno dato il loro contributo. Non a caso, abbiamo 3 giocatori (Ibra, Robinho e Pato) tutti a 14 reti, e che insieme hanno segnato più dei 2\3 dei nostri gol.
Questo mette in evidenza che nel modulo del Mister il compito di segnare è riservato agli attaccanti e trequartisti e non prevede molti gol dal centrocampo.
In quest’annata splendida due dati mi fanno riflettere e, a mio giudizio, è lì che il Mister deve lavorare di più: in nessuna partita in cui siamo andati sotto, siamo riusciti a ribaltare il risultato. Subito il gol o abbiamo pareggiato o abbiamo perso, spesso concedendo il raddoppio all’avversario. C’è anche da dire che difficilmente siamo stati raggiunti e, spesso, abbiamo segnato nel primo tempo, mettendo già la partita dalla nostra parte. Solo due volte però siamo riusciti, una volta raggiunti, a tornare in vantaggio e a vincere la partita.
Altro dato interessante è che nelle due occasioni ad eliminazione diretta, in Champions come in Coppa Italia, non siamo riusciti a superare il turno, pur non giocando brutte partite. Siamo stati puniti con gli Spurs da un’unica disattenzione in casa.
Siamo certi che su questa squadra, e soprattutto con questo allenatore, si possa e si debba costruire un ciclo vincente, perchè la qualità c’è; c’è il giusto mix giovani\senatori. E c’è anche tanta voglia di vincere in Italia, in Europa e nel mondo.
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