Magazine del 13/05/2011

Il Gattusogate

L’errore di Rino e incoerenze varie

Negli ultimi giorni sui giornali sportivi si parla parecchio del comportamento tenuto da Gattuso la sera del 7 maggio, quel coro “Leonardo uomo di m...a” cantato insieme ai tifosi del Milan dopo aver conquistato lo Scudetto con il pareggio per 0-0 allo stadio Olimpico contro la Roma: naturalmente anche noi vogliamo dire la nostra sull’argomento.
Gattuso ha sbagliato, e ha sbagliato per diversi motivi.Innanzitutto un calciatore (e uno sportivo in generale, oltre che vice Capitano del Milan) deve sempre mantenere le distanze da certi comportamenti, dentro e fuori dal campo; ha sbagliato perché permette così a Leonardo di fare la vittima; ha sbagliato perché ha esposto il Milan a un fuoco incrociato stampa-Inter che sarebbe stato certamente meglio evitare, per quanto incoerente possa risultare, nella maggior parte dei casi. Ma procediamo con ordine.
Che Gattuso non ammiri Leonardo (eufemismo) è risaputo - anche se a noi questi motivi sono sconosciuti -, ma non sarebbe stato più opportuno dichiarare, per esempio in un’intervista, il perché di quest’odio profondo e viscerale, invece di lasciarsi andare come ha fatto? Rino ha già dichiarato che lo farà a tempo debito, d’accordo, ma come pensa che saranno accolte le sue parole? Sembrerà davvero credibile agli occhi dei più?
Sappiamo com’è fatto Gennaro, è una persona vera e impulsiva, nel bene e nel male, ma avrebbe fatto meglio a controllarsi, a contare fino a cento e a pensare che quel momento di festa non era da rovinare in quel modo, tantomeno per una persona che con il Milan non ha più nulla a che fare. Non ne valeva la pena: quel momento era per noi, per i nostri sette anni di attesa e per tutti i tifosi rossoneri che hanno sofferto con la Juve moggiana prima e l’Inter post calciopoli poi. Era un momento nostro, per milanisti veri, non di facciata come Leonardo.
Perché Leonardo probabilmente non è mai stato milanista. Su di lui ci siamo sbagliati in passato e facciamo mea culpa. Stiamo parlando di una persona che dopo esser passata all’Inter ha tentato più volte di portare dalla sua parte Ronaldinho e Kakà spinto dalla voglia di rivalsa contro il Milan. Quello che non rinnega nulla della sua storia rossonera…
Ronaldinho e Kakà, un calciatore talmente indispensabile per i Campioni del Mondo che è stato poi ingaggiato dal Flamengo e un altro in condizioni fisiche precarie che si sarebbe giocato il posto da titolare con Sneijder, colui che fino a pochi mesi fa doveva essere il Pallone d’Oro 2010.
Ci può anche stare la voglia di vendetta nei confronti di Berlusconi, ma le beffe verso i tifosi che l’hanno amato e sostenuto per tredici anni anche nei momenti per lui più duri, proprio no. Ed anche per questo Gattuso ha sbagliato: ha servito sul piatto d’argento l’assist del compatimento a Leonardo e i risultati si sono già visti in questi giorni.


L’alzata di scudi dalla società nerazzurra è stata totale, in particolar modo dopo il comunicato stampa pubblicato sul sito dell’Inter a firma Leonardo de Araujo: un po’ tutti hanno voluto dire la propria. Zanetti, il Capitano di una squadra che ha tra le proprie fila Cambiasso (quello che cantava “Ambrosini figlio di p.....a”), Materazzi (quello che festeggia goliardicamente) ed Eto’o (quello che a Barcellona festeggiava i trofei cantando in un Camp Nou gremito “Madrid cabron”), Facchetti Jr., le cui opinioni interessano alla stampa solo quando nell’aria ci sono polemiche e controversie varie (dev’essere il “Giudice di Pace” interista) e naturalmente Moratti, colui che dedicò un gesto dell’ombrello a Ronaldo.
Oltretutto, rimanendo in tema, ricordiamo che all’epoca la dolce metà del Presidente dell’Inter giustificò il marito dicendo che in certi momenti è difficile controllarsi… chissà che ne pensa ora.
Lo ripetiamo, Gattuso ha sbagliato, da sportivo e da uomo, a lasciarsi andare in quel modo sabato sera, ma posto che allo “stile Milan” non abbiamo mai creduto, pensiamo altresì che se c’è qualcuno che può insegnarci qualcosa sullo stile, quel qualcuno non è certo chi non ha mai nemmeno conosciuto il significato di quella parola, e che nonostante questo non ha mai pagato (né si è mai dovuto scusare) per comportamenti altrettanto poco edificanti tenuti in passato.
Perché anche questo dà fastidio, e molto: Ambrosini si scusò dopo il polverone scatenato dallo striscione del 2007, mentre la maschera di Materazzi fu archiviata come “goliardata” e il coro “Ambrosini figlio di p....a” cantato da Cambiasso passò inosservato da tutti… stampa, società Inter, società Milan e Procura Federale.
Sì, perché sul Gattusogate incombe anche l’ombra del Procuratore Federale Palazzi, che ha aperto un’inchiesta a riguardo. Ci chiediamo però una cosa: posto che le immagini parlano chiaro e non ci sono risse da ricostruire o fatti da accertare, esattamente Palazzi cosa sarà chiamato a fare? Dovrà ascoltare Leonardo e Gattuso, decidere se il brasiliano è o non è un “uomo di m....a” e poi decidere il da farsi? Non bastava una semplice squalifica nei confronti del nostro numero 8? Ai posteri l’ardua sentenza.
Terminiamo con l’ultima considerazione: che non si pensi che la colpa per l’avvenimento sia solo di Gattuso. In questa stagione il calabrese si è reso protagonista, prima dei fatti del 7 maggio, di una rissa in Champions League con il vice allenatore del Tottenham Joe Jordan: pensiamo che se la società Milan in quell’occasione avesse preso provvedimenti seri nei confronti di Rino, molto probabilmente ciò che è successo sabato scorso non sarebbe mai avvenuto. Perché il Milan, nella persona di Adriano Galliani, non sia intervenuto già allora con una sonora multa nei confronti di Gattuso non c’è dato sapere, di certo paiono molto lontani i tempi in cui un giocatore poteva essere ceduto anche “solo” per una rissa in un torneo amichevole estivo.
Così come paiono lontani i tempi (e i Paesi) in cui la festa per una vittoria non si trasforma necessariamente in un insopportabile valzer di veleni e polemiche.

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