Magazine del 08/04/2011La Fiorentina non è una squadra facile da affrontare, ha un tecnico preparato e di certo non è un amico del Milan.
Come affrontare l'impegno?
Dal lato difensivo, credo che mister Allegri non introduca novità sostanziali, nel senso che l'architettura dei movimenti è collaudata e regge abbastanza i colpi, soprattutto se i giocatori restano concentrati. Il pressing, in teoria, già a singhiozzo, dovrebbe partire dieci metri indietro, nel senso che, nel caso i viola stessero particolarmente coperti, non ha molto senso aggredirli nella loro metà campo ma cercare di farli salire per colpirli con rapide ripartenze.
Non aspettiamoci, quindi, un Milan aggressivo da subito nella loro metà campo, magari nei primissimi minuti sì per mettere pressione, ma un Milan attento a mordere al momento giusto sul portatore di palla.
Per la fase offensiva, il ritorno di Ibra non dovrebbe portare scompiglio, anzi, potrebbe essere un motivo d'ordine per la squadra.
Un Ibra riposato potrebbe essere devastante in fase di creazione, soprattutto se avrà voglia di svariare nel fronte d'attacco per non dare punti di riferimento ai difensori.
Diventano fondamentali, quindi gli incroci tra Ibra e Pato e soprattutto gli inserimenti, sia centrali, sia laterali. Lo schema con cui siamo andati subito al gol al derby, ossia palla veloce e movimenti, possono mettere in difficoltà chiunque, purchè vi sia chi si propone.
La tattica, poi, la faranno gli interpreti in campo, perché a seconda degli uomini (più probabili Pato-Ibra-Prince o quest'ultimo a centrocampo e davanti Robinho) si potranno creare opportunità differenti.
Da valutare come buona la nostra partita se creiamo 5-6 chiare azioni da gol e ne subiamo non più di due. Il risultato finale, dipende poi dalle finalizzazioni, ma questo è un altro discorso e con la tattica nulla ha a che fare.
