Magazine del 08/04/2011

Depresso e
perplesso

Il parere di un interista dopo derby e Champions

L’umore non è dei migliori. Eravamo abituati bene da anni: si vinceva e poi si vinceva. Noi in testa alla classifica sempre e comunque. Era bello guardare dall’alto in basso tutti i tifosi. Quelli milanisti in special modo. E solo pochi mesi fa festeggiavamo un fantastico triplete e poi una “manita”. Termini che erano diventati parte del nostro bagaglio culturale e armi al nostro arco per le dispute con i tifosi avversari. Ma, soprattutto, potevamo parlare dall’alto delle nostre vittorie, copiose e abbondanti degli ultimi 5 anni.


Bene, ora sembra che la mia Inter sia stata colpita da una sorta di macumba. Da quando abbiamo vinto la Champions a Madrid ho, anzi noi tifosi abbiamo, la sensazione che la fortuna ci abbia decisamente girato le spalle. E’ andato via Mourinho, il miglior allenatore in circolazione, e non ho ben compreso il perchè. Infortuni a raffica. Un allenatore di valore internazionale, che aveva pure sconfitto il Milan in finale di Champions (medaglia al valore), che non è riuscito a legare con l’ambiente e ha creato più problemi che risultati, pur portandoci in vetta al mondo. E poi l’arrivo di Leonardo, che ha lasciato perplessi molti di noi. E’ stato milanista per tanti anni, come poteva passare all’Inter serenamente dopo solo pochi mesi? E’ vero che era disponibile, che ha una fama a livello internazionale ma, in fondo, ha fatto il mestiere di allenatore solo per pochi mesi. E questo aveva sollevato in me, ma non solo, qualche dubbio. Ma il suo carisma, gli attestati di stima di Moratti, e una grande rimonta sui cugini, avevano convinto. E ci speravamo. Eccome se ci speravamo. Siamo la squadra campione di tutto! Le settimane prima del derby ci facevano ben sperare in un sorpasso: noi caricati a mille e i cugini senza il mercenario Ibra e che venivano dalla batosta di Palermo. Sembravano la preda pronta per essere azzannata. Tutti i media davano quasi per scontata la nostra vittoria e noi stessi, parlandone, avevamo la sensazione che Leo avesse fatto ritrovare alla squadra e all’ambiente la giusta carica per vincere un altro scudetto e riprovarci in Champions.
Poi l’amaro risveglio.
Una debacle nel derby e una batosta in Champions.
Partite perse senza scusanti, almeno per chi è tifoso con un minimo di obiettività. Ma perchè? E allora ritornano alla mente le tesi sentite dai milanisti l’anno scorso, che si lamentavano di Leonardo e del suo gioco, di come questo li esponesse a figuracce (quanto ho goduto per l’eliminazione col Manchester!), di come non sapesse fare la fase difensiva, e gestire la partita. Ricordo le battutacce che facevamo noi sul modulo “4-2-fantasia”, sul clima filosofeggiante e pacifista che regnava a Milanello... e giù risate! Tanto vincevamo noi.
Oggi è diverso. Triplete e manite ce le sventolano in faccia noi. In 4 giorni ci è crollato il mondo addosso. Non solo perchè abbiamo subito due sconfitte. Ma per quali e in che modo: perdere ci sta, fa parte del gioco. Ma essere surclassati no, questo non è ammissibile. Sette gol in due partite, che potevano pure essere molti di più (se si vuol essere sinceri), fanno intuire che probabilmente, come diceva mio padre, “l’errore sta nel manico”. Un mio amico mi aveva fatto leggere l’analisi tattica del derby qui su Milan 7, e la mia reazione è stata: “beh, mi sembra una roba basic. E se ci arriva questo qui, il nostro allenatore ne saprà ben di più”. E invece... Rileggendola adesso, dopo le partite con Milan e Shalke, sembra che Leonardo di quelle semplici nozioni sia abbastanza digiuno. E divento ancora più perplesso. Specialmente quando adesso gli amici al bar mi dicono “te l’avevamo detto che quello non è capace”... Comincio a credere che non abbiano tutti i torti. Ma Moratti continua ad aver fiducia il lui. Boh, speriamo in bene. L’anno scorso il Milan è stato più volte sul punto di sorpassarci ma poi ha sempre fallito l’obiettivo, concludendo miseramente la stagione. E’ un’esperienza che lascio volentieri ai cugini, sperando che i nostri campioni sappiano ritrovare grinta e voglia di vincere. E che Leonardo capisca che noi siamo l’Inter e non il Milan.





Giovanni


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