Magazine del 01/04/2011Tutti per una volta abbiamo sognato di giocare il derby, di mettere la maglia con i colori che amiamo, il nome sulla schiena. Nessuno però ci è mai riuscito, ci siamo tolti però tante soddisfazioni. Ognuno ha uno o più derby che si porta nel cuore e parlare del Milan, senza parlare anche dell'altra squadra di Milano, non è facile. Si rischia l'autocelebrazione.
I derby sono la nostra storia, quella dei tifosi e quella di Milano.
Hanno segnato le meteore, quelli da un giorno e basta (Comandini e Minaudo), i palloni d'oro (Rummenigge e Van Basten), su autogol (come l'immenso Riccardone Ferri); ci ricordiamo di derby vinti con un goal di culo (come quello di Bigon); di derby dominati come quello del ritorno dello scudetto di Sacchi, a fine partita Zenga si scusò con i tifosi. E poi i derby di Berti, lui si che ci faceva sempre gol e ci faceva impazzire di rabbia. Il derby immortale, la semifinale della Champions del 2003 con Sheva che segna nonostante il rigore e l'inferno degli ultimi 10, interminabili, minuti. I derby di Rivera e Mazzola e quelli di Maldini e Zanetti.
Entrare con lo stadio pieno, la girandola di colori, di bandiere, di luci, provoca un'emozione fortissima per chi ha la fortuna di andarci. Nell'attesa che qualcosa accada, un gol, un'azione dirompente del nostro idolo ci consumiamo con la tensione. Poi, se la rete arriva, saltiamo in piedi e urliamo insieme a chi ha segnato. Ma alcuni gol hanno un gusto particolare, sono quelli segnati da coloro che hanno vestito la casacca neroazzurra, da Meazza (eh si, ha giocato nel Milan e ha segnato ai cuginastri) a Seedorf (indimenticabile coma la rimonta nel derby), da Pirlo a Ronaldo e Ibra. Ma un posto speciale ce l'ha anche Attila che sovrasta Collovati. Per molti Mark è ancora là, in aria, sotto la Fossa.
Tutti quando hanno messo la nostra maglia si sono sentiti meglio. Lo sanno tutti. Bisogna vincere, magari all’ultimo minuto come capitò con Massaro in più di una volta. Il tocco maligno che rimbomba nelle radioline di chi esce prima dallo stadio per non trovare traffico.
Alla fine Milano siamo noi, siamo nati prima, abbiamo vinto prima, siamo retrocessi prima, abbiamo vinto di più. Siamo il Milan.
