Magazine del 01/04/2011

Milan - Inter:
cerchiamo la
chiave tattica

Quali possono essere i punti deboli e di forza delle squadre

Non è facile preparare il derby. Non lo è per Massimo Allegri e non lo è per lo staff di Leonardo.
La partita non sará decisiva per assegnare lo scudetto, ma darà indicazioni chiare su futuro. Il pareggio è un risultato che potrebbe andare bene ad entrambe ma non sarà quello auspicato da nessuno.
Non giocheranno per il pari perchè chi vince vuole mettere una seria ipoteca sulla vittoria finale: se saranno i nostri, loro avranno lo sfogo europeo, ma se perderemo non avremo molti sfoghi, se non provare a vincerle tutte.
Detto questo, tatticamente il Milan non ha molte opzioni. In chiave difensiva, il sistema è rodato con i quattro difensori e la linea a elastico a centrocampo, che si muove in sincronia e che ha permesso di avere una delle difese meno perforate del campionato.
Escludendo qualche svarione, Allegri ha predisposto una difesa che lascia raramente la possibilità di cross tranquilli dal fondo e non si fa penetrare centralmente. Certo, difendendo in sette, la cosa non è complicata da fare. L'Inter ha giocatori in grado di metterci in difficoltà con i fraseggi e i tiri da lontano, ma offre anche dei punti di riferimento come, il Pazzo, che fanno ripristinare facilmente le distanze tra i nostri.

L'attacco

I problemi maggiori li avremo in attacco, non solo perché manca Ibra. Infatti, il gioco che esprimiamo passa troppo spesso lontano dall'area e questo rende molte delle nostre azioni offensive molto sterili. Paradossalmente, l'infortunio di Lucio è un vantaggio per l'Inter, nel senso che la sua partenza lenta di fronte a dei velocisti come Pato e Robinho ci avrebbe dato un piccolo vantaggio (ma piccolo, perché l'esperienza comunque ha un suo peso). Il nostro gioco offensivo si basa molto sull'inserimento sulle fasce dei nostri laterali, l'unica modalità che abbiamo per sorprendere gli avversari a difese schierate.
Il problema in questo caso è facile da visualizzare: se Antonini aveva di fronte a sè Ronaldinho, la scorribanda risultava facile perché rubava palla, la passava davanti a se, si proponeva e riceveva in cambio un lancio millimetrico. Stesso discorso accadeva con in campo Andrea Pirlo.
Queste opzioni non le abbiamo più. Se Antonini parte, passa la palla a uno che vuole a sua volta partire! Sulla destra, il binario Abate-Gattuso risulta poco efficace in chiave offensiva.
Secondo punto: i rimorchi. Un conto è avere l'inserimento di Ambrosini, un conto l'inserimento di Flamini. Non tanto per qualità tecniche, quanto per tipo di opzioni possibili. Massimo in area entrava con la palla e per colpire di testa, Mathieu cerca la "castagna" da lontano.
Non è un caso che il rimorchio migliore nelle ultime partite si sia dimostrato Rino, con gol a Torino e occasioni interessanti nelle partite successive. Ma può essere Gattuso la nostra arma in più davanti?


Veniamo ai tre davanti. Pato è irrinunciabile e le nostre attese sono esagerate. Ci aspettiamo sempre la super giocata e il fantagol. In realtà, se il ragazzo si limitasse a svolgere il compitino di punta in movimento, senza quindi intestardirsi in dribbling arditi lontano dall'area, diventerebbe una spina nel fianco di qualsiasi difesa. Farebbe più male cercare gli uno-due ravvicinati con Roubinho che tentare di spaccare la difesa avversaria. Giocare in rapidità ci metterebbe in condizione di giocare meglio tra le linee e quindi sfruttare la fisicità di Boateng.
Credo, francamente, che Prince debba giocare nel trio d'attacco, togliendo letteralmente il fiato agli avversari. Spostarlo a centrocampo ci porterebbe maggiore dinamismo nelle ripartenze e la possibilità di rimorchio alle azioni, ma darebbe meno equilibrio alla squadra. L'equilibrio, ormai lo sappiamo, è l'ossessione del nostro allenatore e non crediamo che rinunci proprio in una partita chiave come questa.
Prince a centrocampo toglierebbe il posto al francese, perché Van Bommel in questo momento è irrinunciabile, e lascerebbe uno spazio davanti per Seedorf o Cassano.
Per il primo potrebbe trattarsi dell'ultimo derby e quindi ci si potrebbe augurare in uno scatto d'orgoglio. Il secondo, invece, arriva da un momento un po' opaco, anche dal punto di vista fisico, ma rinfrancato dalla nazionale.
Pescare il jolly da loro non è impensabile, ma non può essere la soluzione.
Ma veniamo alla partita. Qui stiamo parlando di preparazione, poi in campo sarà necessario intervenire per sistemare le cose.
Le opzioni a disposizione, purtroppo sono poche.
Banalmente, se ci azzoppano una punta siamo senza alternative.
Forse l'unica potrebbe essere Mario Yepes, non per qualità tecniche, ma per la capacità di colpire di testa, opzione non presente nella nostra "offerta". Ci penserà Allegri?
Altra alternativa, per come possiamo interpretare il passato, è Emanuelson. Il giocatore ha dimostrato di saper saltare l'uomo e potrebbe essere un buon elemento da schierare nel secondo tempo per fare preoccupare la linea difensiva nerazzurra. Difficilmente verrà schierato all'inizio perché verrà preferito l'equilibrio garantito da Flamini. E' praticamente impossibile che venga schierato come laterale difensivo, anche se ha corsa sufficiente per arginare i velocisti.
Veniamo alle palle da fermo. Ibra fuori già ci permette di avere opzioni diverse per i calci piazzati. Il problema è che realizziamo comunque poche punizioni. Sui calci d'angolo, inoltre, i pericoli sono rappresentati più dai nostri difensori che da tutti gli altri messi insieme. Questo ci penalizza molto e ci vedrà spesso giocare la palla corta alla ricerca di un "buco" nella difesa. Ma a Milanello ci stanno lavorando.
Fatte tutte queste considerazioni, ricordiamo che stiamo parlando del Derby, che non è una partita come le altre. Spesso è stata una partita strana, spesso decisa da episodi. Avere dei campioni in squadra, di solito, è di aiuto.
Purtroppo ne hanno anche loro e nelle ultime partite non è che ci abbiano segnato contro dei fenomeni!



Gigi Beltrame


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