Amorim parte bene, ma gli ultimi minuti fanno pauraIl Milan vince a Torino, ma l'allenatore vuole già correggere il tiro

28/08/2026

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Il Milan di Ruben Amorim comincia il proprio cammino in Serie A nel migliore dei modi, conquistando una vittoria esterna contro il Torino per due reti a uno. Un risultato tutt'altro che scontato, considerando come i rossoneri abbiano spesso faticato nelle gare d'esordio stagionale, inciampando in passi falsi che avevano immediatamente condizionato l'umore e le ambizioni del club. Questa volta, invece, il copione è stato differente, e il merito va ascritto in larga parte al lavoro del nuovo allenatore, che pur non avendo mai guidato una squadra nel campionato italiano è riuscito fin da subito a trasmettere alla squadra una identità precisa e riconoscibile. Un debutto che porta il sorriso a Milanello e che alimenta un cauto ottimismo per il prosieguo della stagione. Ciò che ha colpito maggiormente gli osservatori è stata la presenza di elementi di novità rispetto alla stagione precedente, segnali tangibili di una filosofia di gioco che Amorim sta cercando di imprimere con determinazione. Il possesso palla è apparso più ragionato e dominante, con la chiara intenzione di controllare il ritmo della partita e dettare i tempi dell'azione. Altrettanto evidente è stata l'intensità difensiva, con una pressione alta e spesso asfissiante applicata sull'avversario, capace di togliere respiro al Torino e di limitarne le fonti di gioco. Si tratta di caratteristiche che, se consolidate nel tempo, potrebbero davvero rappresentare il marchio distintivo di questo nuovo Milan. Va detto, però, con la necessaria onestà intellettuale che una sola partita non è sufficiente per trarre conclusioni definitive. Serviranno altri test, altri confronti con avversari di diverso spessore e caratura, per comprendere fino in fondo il reale livello di questo gruppo e la tenuta dei meccanismi che Amorim sta cercando di installare. Detto questo, i primi settantacinque minuti della gara contro il Torino hanno offerto una prova convincente e incoraggiante. La squadra ha saputo interpretare il match con personalità e qualità, e l'ingresso nella ripresa di Adrien Rabiot e Luka Modric ha dato ulteriore linfa alla manovra rossonera, aggiungendo qualità, geometrie e capacità di gestione nei momenti più delicati. Due giocatori che, per esperienza e talento, rappresentano una risorsa preziosa per il centrocampo del Milan. Tuttavia, il finale di partita ha lasciato qualche ombra che non può essere ignorata. Gli ultimi quindici o venti minuti sono stati decisamente al di sotto degli standard mostrati in precedenza, con la squadra che ha perso lucidità, compattezza e la capacità di tenere il controllo del match. Una involuzione che non è sfuggita ad Amorim, il quale ha espresso tutta la propria insoddisfazione per questo calo di rendimento, anche in dichiarazioni riservate al termine della gara. Il messaggio del tecnico è chiaro e diretto: questo aspetto va corretto con urgenza, perché contro avversari di qualità superiore al Torino, un simile cedimento rischierebbe di tradursi in punti persi e in risultati compromessi. La consapevolezza del problema è già presente, e questo è di per sé un segnale positivo. Amorim sa perfettamente come funziona il calcio italiano e ha già dimostrato di voler intervenire prontamente per porre rimedio alle lacune emerse. Il percorso è appena iniziato, ma le basi su cui costruire sembrano solide.


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