Cardinale-Amorim, il Milan si affida ai due pilastriModric resta, Leao verso l'addio e spazio ai giovani
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Luka Modric vestirà rossonero anche nella prossima stagione. Il centrocampista croato ha trovato l'accordo per proseguire la sua avventura a Milanello, ma con una gestione delle forze diversa rispetto al passato, quando il calendario prevedeva solo il campionato.
Stavolta verrà dosato con intelligenza, per averlo al meglio nei momenti che contano senza consumarlo prima del tempo. Una scelta che parla di un club che sa valorizzare l'esperienza senza farsi prendere dalla tentazione di sfruttarla fino all'osso. Cambia anche l'assetto offensivo.
Christian Pulisic sarà impiegato come seconda punta al fianco di Ramos, partendo da sinistra col piede invertito ma con libertà di accentrarsi. Un ruolo che lo terrà dentro al campo piuttosto che sulla linea del fuorigioco, sfruttando la sua capacità di legare il gioco e attaccare la profondità.
Una mossa che inevitabilmente ridisegna le gerarchie, con Rafael Leao che sembra destinato a lasciare il Milan.
Rúben Amorim è chiaro: vuole chi resta con convinzione, non chi resta per mancanza di alternative. E chi non sposa il progetto fino in fondo è meglio che prenda altre strade. Sul fronte giovani, il tecnico portoghese ha le idee altrettanto nitide.
"Ci servono giocatori da uno contro uno" è il suo mantra, e questo significa che profili come Comotto, Cissè e Saelemaekers saranno monitorati con attenzione.
L'idea è di attingere al settore giovanile ogni volta che sia possibile, evitando di andare sempre sul mercato esterno per pescare talenti quando la cantera può già fornire risposte. Un cambio di mentalità non da poco per un club che per anni ha guardato più all'esterno che all'interno.
E poi c'è Gerry Cardinale. Il patron americano ha finalmente capito di aver trascurato due aspetti fondamentali: il rapporto con i media e il peso politico all'interno della Lega Serie A. Errori che intende correggere, aumentando la sua presenza a Milanello, a San Siro e nei tavoli che contano.
Il Milan della prossima stagione, anzi di questa visto che il ritiro è imminente, poggia su due pilastri, Cardinale e Amorim, con tutto il resto del management che ruota intorno a loro.
A Giorgio Calvelli, per esempio, è stata garantita piena fiducia con la possibilità di firmare fino a un massimo di cinquanta milioni, segno di una delega operativa senza precedenti. Niente più compartimenti stagni, niente più ruoli che si sovrappongono senza coordinamento. La nuova era rossonera è già cominciata e ha due facce ben precise: un proprietario che ha smesso di fare da spettatore e un allenatore che vuole costruire la sua squadra senza mediazioni.
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