Milan e il rebus Mendes: tra mercato e confusione II club rossonero tra derive di mercato e un calendario 2025/26 già in salita
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La sessione di mercato del Milan sta generando più di qualche interrogativo. Nelle ultime settimane, al club rossonero sono stati accostati tra i quattro e i cinque nuovi acquisti, tutti con un denominatore comune: la provenienza dal calcio portoghese e, in diversi casi, la rappresentanza dell'agente Jorge Mendes. Una concentrazione che non è passata inosservata e che solleva una domanda legittima sul reale funzionamento della nuova struttura decisionale del club. Se la linea di mercato dovesse effettivamente convergere sulle pedine gestite da Mendes, significherebbe che il Milan ha semplicemente cambiato intermediario di riferimento, passando da Paolo Busardò — figura molto presente nella gestione targata Furlani — all'agente portoghese. Il punto critico, però, è un altro: quale sarebbe allora il senso di aver costruito un'area tecnica interna con figure come Gardiner e Almstadt, se le scelte finali finissero per rispecchiare le preferenze di un procuratore esterno? La contraddizione è evidente e rischia di minare la credibilità dell'intera operazione di ristrutturazione voluta da Gerry Cardinale. Sul fronte del calendario, arrivano ulteriori elementi di complessità. La Lega Serie A ha reso note le date e gli slot delle prime cinque giornate della prossima stagione, e il quadro che emerge per il Milan non è dei più semplici. Il club rossonero, impegnato anche in Europa League, non disputerà mai partite di campionato di lunedì, ma dovrà fare i conti con abbinamenti tra il giovedì e la domenica alle 15:00, una combinazione che comprime i tempi di recupero e pesa sulla gestione atletica della rosa. È un aspetto che sia Cardinale che Ruben Amorim farebbero bene a considerare fin da subito, perché la gestione del doppio impegno richiederà pianificazione attenta e una rosa sufficientemente profonda. Diversa la situazione dell'Inter, unica squadra costretta a giocare di lunedì, precisamente alla quarta giornata contro l'Udinese. Il motivo è logistico: nel fine settimana precedente, lo stadio di San Siro non sarà disponibile a causa di un concerto in programma sabato e domenica presso lo stadio del galoppo adiacente, rendendo impossibile l'utilizzo dell'impianto per le gare di campionato
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