Milan, la crisi del gol I rossoneri devono ritrovare il cinismo sotto porta
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La sconfitta contro la Lazio ha definitivamente chiuso ogni discorso relativo alla rincorsa scudetto. Una prospettiva, quella di riaprire il campionato, che in realtà non ha mai trovato un fondamento solido nella realtà dei fatti.
Il Milan, per poter impensierire seriamente l'Inter e renderle davvero difficile la strada verso il titolo, avrebbe dovuto inanellare una serie di vittorie consecutive senza lasciare per strada nemmeno un punto. Un'impresa che, chiunque avesse uno sguardo lucido sulla situazione, sapeva essere al di fuori delle possibilità concrete di questa squadra.
L'Inter si avvia dunque a conquistare lo scudetto con piena meritevolezza, e i rossoneri devono prendere atto della situazione e concentrarsi su ciò che è ancora alla loro portata.
Con Napoli, Como e Juventus che si sono avvicinate in classifica, il secondo posto non è più una certezza acquisita, e difenderlo con determinazione diventa l'obiettivo prioritario. Arrivare secondi non è un traguardo di second'ordine: ha un valore concreto sotto ogni punto di vista, sia economico che di immagine, e Massimiliano Allegri lo sa perfettamente.
La sfida contro il Torino rappresenta quindi un crocevia fondamentale, un appuntamento nel quale l'unico risultato accettabile è la vittoria, senza se e senza ma.
Ma per vincere bisogna segnare, e per segnare bisogna avere il coraggio di tirare in porta.
Ed è proprio qui che risiede uno dei problemi più evidenti e preoccupanti del Milan in questa fase della stagione.
Nella partita contro la Lazio, sia nel primo che nel secondo tempo, è stato rarissimo vedere un giocatore rossonero prendere l'iniziativa e calciare con decisione verso la porta avversaria.
Si percepisce quasi una forma di timidezza collettiva, una riluttanza diffusa nell'assumersi la responsabilità del tiro, come se ogni giocatore preferisse scaricare il peso della decisione su un compagno piuttosto che affrontare il rischio di sbagliare.
Il risultato è una manovra offensiva che gira a vuoto, che accumula possesso senza tradurlo in pericoli reali.
Cercare l'accerchiamento dell'area avversaria è un principio tattico condivisibile, ma diventa inutile quando i cross sono imprecisi, le imbucate vengono intercettate e la circolazione del pallone privilegia la direzione all'indietro rispetto a quella in avanti.
Allegri ha il compito urgente di sciogliere questo nodo mentale e tecnico, restituendo alla squadra quella cattiveria agonistica e quella determinazione sotto porta senza le quali qualsiasi schema tattico rischia di rivelarsi sterile.
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