Milan ancora beffato dal VAR La squadra di Allegri paga errori arbitrali e limiti offensivi
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Un copione che si ripete. La sconfitta casalinga contro il Parma ha riaperto ferite mai del tutto rimarginate in casa rossonera, riportando al centro del dibattito il rapporto sempre più problematico tra decisioni arbitrali e interventi dalla sala di Lissone.
L'episodio incriminato
Il direttore di gara Piccinini aveva preso una decisione nell'ambito della propria discrezionalità, come previsto dalle norme. Poi è arrivata la chiamata dal VAR, che ha ribaltato tutto. Il punto è proprio questo: secondo numerosi ex arbitri intervenuti nel dibattito televisivo, non sussistevano i presupposti per un intervento tecnologico. Il protocollo parla chiaro: serve un errore chiaro ed evidente. E quello, a detta degli esperti, non c'era.
Il bilancio per i rossoneri diventa pesante: situazioni analoghe sono già costate punti preziosi in stagione, alimentando la sensazione di un trattamento sfavorevole che sta condizionando la corsa al titolo.
I limiti della squadra
Sarebbe però riduttivo attribuire ogni responsabilità al fischietto. La formazione guidata da Allegri continua a mostrare difficoltà strutturali nella costruzione del gioco offensivo. L'allenatore livornese aveva impostato la gara con intenzioni aggressive, schierando Loftus-Cheek e Rabiot come mezzali offensive e riproponendo la coppia Pulisic-Leao nel tridente. Il centrocampista inglese, peraltro, è uscito malconcio dalla sfida e dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico.
Il nodo tattico
Il sistema a tre difensori adottato dal Milan richiede attaccanti con caratteristiche specifiche. Pulisic e Leao stanno dimostrando grande disponibilità al sacrificio, adattandosi a un ruolo non propriamente nelle loro corde. Tuttavia, quando si tratta di attaccare gli spazi in area di rigore con la cattiveria tipica delle punte di ruolo, emergono inevitabili limiti. Il confronto con altre squadre che utilizzano lo stesso modulo con successo evidenzia quanto pesi la mancanza di riferimenti offensivi di peso.
La strada verso il tricolore si fa sempre più impervia, tra torti percepiti e problemi tecnici da risolvere.
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