Cardinale torna a Milano ma il mercato resta bloccato Il proprietario incontra Allegri e la squadra, nessun investimento in vista
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L'arrivo del proprietario americano a Milano ha rappresentato un momento significativo per l'ambiente rossonero, considerando la sua prolungata assenza dal quartier generale del club. La contestazione vissuta nella stagione precedente aveva evidentemente lasciato il segno, con quella dolorosa ottava posizione finale che aveva comportato non solo un fallimento sportivo ma anche la perdita dei ricavi derivanti dalla massima competizione europea.
Il numero uno di RedBird si è presentato accompagnato da Giorgio Furlani, incontrando per la prima volta Massimiliano Allegri e l'intera rosa riunita nel centro sportivo di Milanello, oltre ai vertici dirigenziali nella sede ufficiale del club.
A fare da sfondo a questa visita c'è una novità di natura finanziaria piuttosto rilevante, ovvero una trattativa in fase avanzata con un nuovo fondo che potrebbe subentrare come creditore al posto di Elliott. Tale operazione consentirebbe presumibilmente di ottenere una dilazione sui tempi di restituzione del prestito, una cifra che si aggira intorno ai seicento milioni di euro e che attualmente prevede una scadenza fissata per il 2028.
Prima di raggiungere il capoluogo lombardo, il proprietario aveva fatto tappa a Londra per partecipare alla presentazione di un progetto legato alla possibile espansione del basket professionistico americano in territorio italiano.
Ma ciò che maggiormente interessa alla tifoseria riguarda le strategie per il presente e per il futuro della squadra. La domanda che tutti si pongono è se questa visita possa portare novità sul fronte delle operazioni di mercato. La risposta che filtra dall'ambiente è netta e priva di sfumature: nessun cambiamento è previsto.
Le motivazioni sono essenzialmente due. Da un lato i parametri economici interni stabiliti dalla dirigenza non consentono ulteriori esborsi, dall'altro lo stesso Allegri ha manifestato una posizione chiara, sostenendo che acquisire un elemento tanto per completare la rosa non avrebbe alcun senso e che sarebbe preferibile proseguire con gli uomini attualmente a disposizione.
Le necessità della squadra sono peraltro ben note da tempo. L'arrivo di Niclas Fullkrug ha permesso di colmare la prima lacuna, quella relativa al ruolo di centravanti, con un investimento contenuto.
Rimane però scoperta una seconda posizione fondamentale, quella di un difensore di comprovata affidabilità, un giocatore capace di adattarsi sia come elemento laterale della linea a tre sia come perno centrale del reparto arretrato, un profilo che possa rappresentare un'alternativa credibile a Matteo Gabbia. Lasciare questa casella vuota comporterebbe un rischio concreto per l'intera stagione, specialmente nelle fasi decisive quando ogni assenza o calo di forma potrebbe risultare determinante per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
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