Senza lo scudetto non è un fallimento Sembra che conti solo quello: studiate la storia!

15/04/2022

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Purtroppo, non esiste ancora la macchina del tempo, anche se con il web è difficile sfuggire al passato recente, tutto viene memorizzato, immagazzinato, per poi esser tirato fuori al momento opportuno.
Basterebbe tornare indietro di qualche mese, estate 2022, il mondo pallonaro definiva il Milan una squadra da quinto posto. Erano tornati Sarri, Mourinho, Spalletti e Allegri, praticamente la créme de la créme se guardiamo gli ultimi anni del calcio italiano. Se ci aggiungiamo la solita Atalanta del Gasp ed i cugini “illibati ed indebitati”, non c’era scampo per il Diavolo targato Pioli, il normalOne.
Eppure, il calcio è magico, o forse è che questo sport non tiene conto del passato. Ogni anno, ogni giorno, devi dimostrare di esser sempre all’altezza della situazione.
In questa disciplina ormai la gratitudine non esiste, forse un tempo ormai lontano le vecchie glorie venivano osannate in tutto e per tutto. Il lavoro e l’organizzazione fanno la differenza, cosa che gli “internauti” di turno ed i giornalisti da strapazzo non possono comprendere in quanto estranei a questi eventi.
È vero che siamo nell’era in cui tutti sono virologi e geopolitici con laurea ad honorem conseguita sui social media, ma poi bisogna sempre scontrarsi con la realtà, che come spesso accade è nuda e cruda.
Dietro al Milan in un paio di anni si è instaurata una struttura societaria all’avanguardia che poco si concilia con il paese Italia. Un quadro dirigenziale che lavora in maniera costante e con un piano di sviluppo non campato in aria ma ben progettato. È chiaro che solo questo può non bastare per il successo in campo sportivo, ma indubbiamente è una buona base da dove partire, se non una vera parte fondamentale per impostare qualcosa di duraturo.
Il tifoso non sarà mai entusiasta di questo modo di concepire il calcio, questo anche perché vive di sogni, di spunti emozionali che solo una gestione irrazionale può forse regalare. Ultimo esempio è il caro Silvio, che a volte sulle ali dell’entusiasmo decideva di prendere palloni d’oro sapendo che avrebbero fatto panchina per i tanti campioni già targati rossoneri.
Entriamo però nell’ottica che quello era un calcio diverso, quel mecenate non può esistere più, il movimento economico dietro una squadra di calcio dei nostri giorni richiede risorse inimmaginabili se basate solo sulla ricchezza del patron di turno.
Il Milan ha scelto un’altra via, più lungimirante, naturalmente più tortuosa, meno azzardata ma crediamo più goduriosa. Detto questo, osiamo dire che questo viaggio è iniziato due anni e mezzo fa con l’insediamento di Gazidis, e possiamo tranquillamente dire che la crescita c’è stata ed è continua. Ricordiamo ancora che due anni or sono, il Milan di Giampaolo navigava in zone torride del tabellone, oggi il Milan a sei giornate alla fine del campionato invece primeggia in classifica.
Accettiamo chi ci contesta il primato con la questione dell’asterisco, ma quello lo lasciamo sul groppo di chi insegue una vittoria a tavolino facendo innumerevoli ricorsi. Lasciate loro l’imbarazzo di vincere con qualsiasi modo disponibile, che sia legale o meno. Non è nella nostra storia, se si è milanisti bisogna conoscere il proprio passato, prima regola fondamentale.
Il Milan non è stata sempre una squadra esempio, ma quando ha sbagliato ha sempre pagato ed anche caramente. Siate orgogliosi di quello che siamo e di quello che siamo stati. Non possono esser un paio di campionati “rubacchiati” a dover cambiare il giudizio verso i propri colori. La vittoria ormai oscura tutto, fa niente se questa viene raggiunta con ogni mezzo a disposizione.
I tifosi criticano questo Milan ed i giocatori che lo compongono, noi invece vediamo un campionato pilotato stile calciopoli, con un’aggravante, oggi esiste pure il VAR.
Ricordiamo ancora le critiche al Milan “Ancelottiano” che puntualmente arrivava secondo dopo la Juve di Moggi. Oggi sembra di risentire lo stesso nastro, sappiamo tutti poi cosa successe nel 2006. Non vogliamo tediarvi ogni settimana facendo l’elenco delle magagne del calcio nostrano. Chiedetevi solo se in tutti questi scandali successi negli ultimi due anni ci sia di mezzo il Milan.
Noi non siamo quelli che l’unica cosa che conta è vincere o quelli del trofeo di cartone, non lo saremo mai perché lo dice la nostra storia. Cambiate squadre se la pensate diversamente.
Questo Milan lo ha già vinto il suo scudetto, inutile che qualcuno cerchi di far passare questa annata come fallimento, perché o è stupido o in malafede. Certi discorsi possiamo aspettarceli dall’avversario di turno tra un mix di sfottò o annebbiamento da tifo, ma non da fratelli rossoneri. Cominciamo ad aver qualche dubbio sul milanismo di molti.
FVCR

YouRedBlack


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