Cambiare per sperare sino alla fine Urge un rapido cambio di impostazione tattica per provare ad inseguire l'obiettivo scudetto

15/04/2022

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Il dato inoppugnabile che viene fuori da queste ultime giornate di campionato è il seguente: il Milan non riesce più a proporre il suo calcio dal punto di vista offensivo. Continua a giocare come qualche mese fa, ma la velocità di esecuzione non è più la stessa e i risultati offensivi sono, al confronto, tremendamente sconcertanti. L'inversione di tendenza è cominciata durante l’inverno scorso.
L'infortunio di Simon Kjaer d’inizio dicembre ha tolto alla squadra di Pioli un giocatore fondamentale non soltanto per gli equilibri generali della squadra, ma soprattutto per la rapidità dell’uscita della palla dalla fase difensiva. Da quel momento il modo di attaccare del Milan ha incominciato ad essere prevedibile.
Gli allenatori avversari hanno così intuito che la tattica migliore contro la squadra rossonera fosse l’attesa ragionata, evitando di pressare i due difensori centrali del Milan (Kalulu e Tomori) che sono eccellenti marcatori ma che, in fase di uscita, non hanno visione di gioco e non hanno l’abilità di cambiare fronte del gioco con la rapidità e la precisione chirurgica che, invece, appartenevano all’esperto centrale danese.
Appare emblematico come nelle ultime cinque partite il Milan abbia segnato soltanto 3 reti e ne abbia subite 0. Di queste tre reti, due nascono da due conclusioni da fuori area (Kalulu e Bennacer), mentre l'unico gol in area di rigore lo ha fatto Giroud.
Ma il dato maggiormente indicativo è quello che si può riscontrare nelle ultime 13 giornate, ossia da quando è iniziato il girone di ritorno.


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Dal 6 gennaio ad oggi, il Milan ha realizzato soltanto 6 gol su azione manovrata contro difese avversarie già schierate. Decisamente troppo poco per una squadra che vuole essere competitiva.
Il dato sopra esaminato, inoltre, è in aperta controtendenza con i numeri offensivi della squadra di Stefano Pioli nel girone di andata.
La manovra rossonera è ormai diventata prevedibile e andare dentro coi triangoli è diventata un'impresa di dimensioni epiche. Non sempre, d’altronde, si può arrivare in porta col fraseggio. Ci sono momenti della stagione in cui serve essere più pratici nello sviluppo del gioco.
Il Milan, stante una scarsa incisività conclamata della propria trequarti, dovrebbe tentare soluzioni di gioco diverse, magari un 4-4-2 classico, con poche triangolazioni, tanti cross dagli esterni, e almeno 3-4 giocatori ad attaccare l'area di rigore avversaria. Non sarà il calcio più divertente, ma se si vuole provare a vincere lo scudetto, serve avere almeno un altro abito tattico, oltre a quello di ordinanza.
Pioli deve adottare un piano B credibile, che vada oltre l’attuale canovaccio tattico sul quale, ormai, gli avversari hanno preso le dovute contromisure.

Capitan Uncino


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