Il mese cruciale e una proprietà con poche ambizioni Il lato sportivo al Milan sembra un fattore secondario

14/01/2022

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Quante volte abbiamo ringraziato la proprietà per averci tolto dalle sabbie mobili e averci ridato quella dignità che ormai sembrava persa? E’ capitato diverse volte, magari siamo anche passati come qualcuno che aveva interessi a farlo, ma lo abbiamo fatto perché non ci siamo dimenticati gli anni miseri dal 2013 in poi. Eppure, c’è quella sensazione di retrogusto amaro che ci assilla ultimamente, quel poter ma non voler in cui il fondo Elliott sembra si sia volutamente incastrato. Il Milan mostra bel gioco, migliora sotto l’aspetto finanziario, ricostruendosi un’immagine di tutto rispetto, ormai offuscata negli ultimi anni. C’è un Milan che con orgoglio lotta nelle avversità, che non è implicato in scandali vari, sempre più all’ordine del giorno nel malato calcio nostrano. Però, pur essendo tutto lodevole, manca quel pizzico di “follia sportiva”, quel gesto non ordinario che magari dà la spinta decisiva, o almeno prova a farlo, per agguantare l’obiettivo principe dello sport: vincere.
Siamo a metà gennaio, non siamo fan del fantamercato, ma come è possibile che ancora oggi non sia arrivato a Milanello un difensore centrale, visto il kappao di Kjaer? Girano diversi nomi, tutti complicati visto il valore del cartellino; ma il Milan cerca un difensore valido oppure un difensore a buon mercato? Questa dirigenza ci ha smentito su tutti i fronti, quindi merita ampio credito, ma in un anno in cui puoi finalmente competere per qualcosa di unico, non è possibile che si faccia la conta degli spiccioli per rinforzare una squadra, che comunque in estate dovrà esser completata in quel ruolo specifico. Kjaer ha una certa età e Romagnoli non fornisce garanzie tecniche e nemmeno economiche, visto che potrebbe lasciare il club a parametro zero, senza il minimo rimpianto da parte del tifo rossonero. Non si chiedono colpi da 50 milioni, non è il periodo adatto per noi, ma un po' per tutti.
Covid e stadi nuovamente chiusi, riducono le possibilità di spesa e quindi per apportare dei correttivi alla rosa bisogna lavorare d’ingegno. Si chiede però un margine di manovra adeguato al blasone del club e per gli obiettivi che ogni tifoso del Milan si prefissa, ed il club deve porsi quando sei al comando del Milan.
Notiamo una proprietà battagliera quando si parla di stadio nuovo o temi di solidarietà, e sia chiaro che tutto questo è motivo di orgoglio, però il supporter vorrebbe vedere la stessa grinta nel raggiungere il risultato sportivo, il rettangolo di gioco dev’esser l’attore principale. Che il fondo americano sia di passaggio è cosa nota, ma non vorremmo aspettare la cessione societaria per vedere una gestione sportiva più aggressiva. Non è una critica, ma uno stimolo, anche perché vedendo questo Milan, è impossibile volergli male.
FVCR

YouRedBlack


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