Caro Raiola, rassegnati Le strade del pizzaiolo e del Milan sono destinate a dividersi per sempre

19/11/2021

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Ibrahimovic a parte, c’è una sottile maledizione che lega i giocatori che si legano a Raiola. Che sia un procuratore spregiudicato, che pensa unicamente ai soldi e che abbiamo modi di fare peculiari, non lo si scopre certo adesso. Sono molte in giro per l’Europa le big che neanche lo ricevono.
Fatto sta che i suoi assistiti sono sempre andati incontro a carriere inferiori al loro potenziale.
Certo, possono sempre guardare il proprio conto in banca e accontentarsi. Però nel tempo, pesando pro e contro, temiamo siano in molti quelli che rimpiangono le scelte che Raiola ha fatto per loro. Magari spuntando contratti a cifre stratosferiche che però non hanno portato a vittorie o successivi miglioramenti di carriera. E non basta certo la stampa amica che rilancia le sue sparate o lo aiuta nel corso delle trattive.
Le perle dell’ex pizzaiolo sono infinite. Ne raccogliamo qualcuna giusto per rinfrescare la memoria.
Era il 4 dicembre del 2012 quando se ne uscì con “Balotelli è come la Gioconda, troppo caro per l'Italia”. Successivamente, dipinse metaforicamente un Paul Pogba pregiato come un quadro di Salvador Dalì. L’appena esordiente Gianluigi Donnarumma valeva già come un Modigliani (170 mln) nel novembre 2015, come rivelò in un’intervista. Giusto per citarne qualcuno.
L’ultimo suo assistito dalle parti di via A. Rossi è Romagnoli, scadenza 2022. Al momento gode di un contratto suicida firmato da Mirabelli e Fassone che lo porta a guadagnare circa 6 mln netti all’ultimo anno.
Merita un ragionamento: è del 1995, quindi nel pieno della carriera. E’ un buon giocatore e con evidenti limiti, che però non gli hanno impedito di raggiungere la Nazionale. Al momento è chiaramente uno che parte dalla panchina, visto che le prime scelte sono e saranno Kjaer e Tomori.


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Ovviamente, per Raiola dovrebbe esserci la fila di squadre che scatenano un’asta, ma temiamo non sarà così. Intanto perché il pizzaiolo chiede la luna come commissione, sperando di ripetere l’operazione Donnarumma. E poi perché intende chiedere per il suo assistito tra i 6 e gli 8 milioni netti l’anno per 5 anni. Un’esca per le solite squadre impregnate di petrodollari.
In Italia un simile stipendio non glielo può pagare nessuno, quindi per Alessio - nella testa di Raiola - si spalancherebbero le frontiere.
Peccato che il giocatore ha più volte fatto sapere che lui intende rimanere al Milan, squadra che l’ha voluto, fatto maturare e di cui è uno dei capitani. Sarebbe anche disposto a decurtarsi lo stipendio fino a 4,5 mln e a disdire la procura a Raiola. Cosa che peraltro ha appena fatto Bernardeschi, convinto di aver buttato anni di carriera in panchina nella Juventus.  
Solo che il Milan per un non titolare non intende spendere più di 3,5 mln, cifra abbastanza lontana dalla richiesta.
Romagnoli è fermamente convinto a voler restare e speriamo che un accordo si trovi, visto che tra l’altro è un bravissimo ragazzo e vista l'età di Kjaer non mancheranno certo le occasioni.
Di sicuro però, è che questo sarà probabilmente l’ultimo atto di Raiola con il Milan.
 


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