L'avidità e il moralismo fuori luogo Con più Tonali e meno Donnarumma in giro il mondo sarebbe migliore

08/10/2021

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Che settimana ragazzi! Il Milan che strabilia a Bergamo, il ritorno del “maiale” con la Nazionale nella nostra casa e la follia della casta più sopravvalutata del Paese: i giornalisti.
Non so se basterà un solo articolo per spiegare tutti i sentimenti che abbiamo in corpo, potremmo esser un fiume in piena, come qualsiasi tifoso rossonero in questo momento. Andiamo in ordine cronologico.
Bergamo di domenica sera è uno spettacolo se ti fermi appena fuori dalle mura in ammirazione della parte alta della città, ma crediamo che per una notte si sia visto qualcosa di più gratificante nei dintorni qualche giorno fa. Undici ragazzini, che fino a qualche mese addietro venivano spernacchiati dai soliti “esperti” pennivendoli che si divertivano a stilare griglie di partenza all’inizio del campionato, hanno dominato la sempre tosta Dea, per di più in casa sua.
E diciamo pure, che se non fosse stato per la mania di protagonismo e malafede della terna arbitrale, probabilmente sarebbe servito il pallottoliere a fine gara. Pensare che se si è riusciti a far ammettere la nostra superiorità pure a uno come Gasperini, allora si è fatta una gara immensa.
In effetti così è stato, ancora senza i due centravanti titolari e dopo una gara dispendiosa di Champions in inferiorità numerica per 70 minuti, ci siamo presentati al Gewiss Stadium con una voglia di spaccare il mondo che sa dell’incredibile.
Il calcio è pazzesco, Bergamo ci ricorda il 5-0 di dicembre 2019, il punto più critico del Milan targato Elliott, ma dopo quasi due anni il mondo sembra rovesciato. Senza dimenticare che a maggio lo stesso stadio ci regalò la tanta agognata qualificazione Champions.
Domenica la vittoria è stata più netta pur giocando 11 vs 12, Di Bello e VAR fuoriclasse da non perdere semmai siete appassionati di fantacalcio. All’ottantesimo il Milan era sullo 0-3, poi un rigore dato guardando immagini non complete e un secondo gol irregolare, in cui il fenomeno con il fischietto si rifiuta di andarlo a rivedere al VAR. Ci hanno provato, ci riproveranno: che la società stia attenta a questi giochetti perché a furia di star zitti si rischia di passar per fessi.
Un plauso particolare lo facciamo a Kessiè che finalmente ha sfoderato una delle sue prestazioni super, peccato che l’integrità morale si sia fatta sopraffare dal solito denaro. L’ivoriano farà la fine del turco e del bambinone di Castellammare, pieni di soldi ma poveri dentro. Se a 24 anni non ti accontenti di guadagnare 6,5 milioni l’anno, hai un piccolo problema, soprattutto se vai via da un posto dove ti chiamano “Presidente”. Nessuno discute il fatto di simili scelte, il PSG oggi è il Paese dei balocchi, ma solo per i soldi che puoi guadagnar a Parigi, non certo per il blasone del club.
Il tifoso è incavolato nero perché questi omuncoli tirano la corda e poi scappano a parametro zero, creando un danno economico alla società che li ha portati alla ribalta. In passato se ne sono andati campioni di ben altro calibro chiedendo di esser ceduti, vedi Sheva e Kakà, ma non ci pare che ancora oggi quando tornano a casa, non vengano venerati come un tempo. La differenza è ben tangibile e chi vuol far finta di non capire, continui pure, ce ne faremo una ragione.
Frank rispetto alla “marionetta raiolesca” ha pure messo il carico da 11 a luglio, quando dichiarava che non ci sarebbero stati problemi per il rinnovo.
Altra pasta il secondo portiere del PSG a cui sembra tornata la parola, viste le interviste in serie che rilascia. Negli ultimi anni di militanza al Milan, sembrava aver perso la voce, se non per dire: “Io faccio quello che dice Mino”. Ha cercato di “raggirare”, da buon napoletano, ancora una volta il tifo milanista prima della partita Italia-Spagna, ma dall’alto della sua ignoranza, li ha fatti incavolare ancor di più.
Che poi a dirla tutta gli è andata pure bene, qualche fischio in uno stadio pieno a metà e con altre frange di tifosi presenti. Aspettiamo con ansia, se il destino lo vorrà, il prossimo Milan-PSG.
San Siro è casa nostra, e tra le nostre mura i giocatori li fischiamo quando e come vogliamo noi, questo sia chiaro a tutti, ma soprattutto a qualcuno.
Ad oggi non ci risulta che il tifo del diavolo abbia lanciato motorini dagli spalti, evidenziato insulti razzisti verso altri giocatori, ho esclamato “merda” ad ogni rinvio del portiere avversario, senza scordare i fischi ignobili all’inno spagnolo.
Il fischio è un disappunto legale ed opportuno, altrimenti non facciano le vergini del calcio del popolo, del tifoso al centro di tutto. La Rai l’altra sera è stata oscena, più del solito, e stavolta non per un servizio proposto che è rimasto agli anni Ottanta, ma per la morale che voleva imporre dall’alto di non si sa quale supponenza. Parlassimo di televisione di regime ce ne saremmo fatti una ragione. Ma fosse finita lì, saremmo più che sollevati, peccato che poi “giornalisti” più che qualificati riescono a dire che il trattamento riservato a Dollarumma equivale al “buuu” razzista di Koulibaly o degli altri casi recentemente accaduti. Qui noi ci fermiamo, vergognandoci per loro, non c’è bisogno di continuare, sarebbe tempo perso.
Forse è per questo che in Italia il problema del razzismo è difficile da arginare, se anche uno come Mentana viene fuori con queste sparate, siamo alla frutta, anzi abbiamo già bevuto il digestivo e stiamo pagando alla cassa. Ma non vogliamo offuscarci la mente, li lasciamo nella loro confusione mentale, noi si gode!
Con più Tonali e meno Donnarumma in giro, il mondo sarebbe migliore.
FVCR

YouRedBlack


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