La società gioca per vincere o per partecipare? E’ necessario iniziare a farsi sentire sui media e nelle sedi giuste

01/10/2021

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Da quando i Singer sono diventati padroni del Milan intorno alla squadra aleggia un ambiente british, pervaso da un certo snobismo che porta ad accettare ogni tipo di torto senza batter ciglio. Protestare è da plebei.
Peccato che questo aplomb vada bene (forse) in altri ambiti, ma non certamente nel calcio. A livello nazionale e internazionale.
Già negli scorsi campionati siamo stati massacrati da cartellini gialli e rossi che ci hanno fatto sembrare una squadra di picchiatori seriali. E le successive squalifiche hanno poi pesato parecchio sulle classifiche finali.
Ma dalla società neanche un accenno di alzata di sopracciglio. Niente proteste, siamo inglesi (anche se in realtà Gazidis è sudafricano).
A livello internazionale siamo l’unica società ad essere stata squalificata per non meglio precisate violazioni del FFP. Anzi, abbiamo chiesto noi di essere estromessi. Perché poi…
Un vecchio proverbio recita: “chi si fa pecora il lupo se lo mangia”. Ecco, il Milan si è appecorato e gli effetti si sono visti.
Prima un arbitraggio folle contro l’Olympiakos ci eliminò ai gironi dell’Europa League. Lo scorso torneo a Manchester contro lo United ci fu annullato un gol valido di Kessie che al 90% ci avrebbe fatto passare il turno.


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E martedì i "mandarini" dell’UEFA ci hanno mandato un arbitro killer che ci ha tolto 3 punti in classifica, tra l’espulsione mirata di Kessie e il rigore inesistente all’ultimo minuto. Tanto vale che il risultato lo avesse scritto lui senza giocare, visto che a corollario ha riempito di cartellini gialli i nostri lasciando che gli spagnoli martellassero impuniti.
E’ questo il risultato che la società voleva ottenere mantenendo un profilo basso?
Se la proprietà ritiene che bastano due battutine sugli arbitri, peraltro in sede ininfluente, non ha ancora capito il gioco del calcio, soprattutto quello che si gioca lontano dai campi.
E’ vero che dopo una serie di anni bui c’è da ricostruire reputazione e riconquistare posizioni di potere, ma non queste no ti vengono certo regalate. Né in Italia né in campo internazionale.
E visto che in Champions League ogni punto e ogni vittoria equivalgono a fatturato, sarà bene che la proprietà entri nell’ottica che ci hanno rubato dei soldi. Forse, messa così, capiranno e faranno qualcosa di diverso dal belare.

 


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