La rabbia e l'orgoglio Il Milan ha giocato due partite in una contro l'Atletico Madrid

01/10/2021

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Il Milan esce dalla gare di martedì sera con sentimenti contrastanti.
Da un lato la rabbia per quello che è accaduto, una sconfitta immeritata soprattutto per come è avvenuta, ma anche un grande orgoglio per aver compreso che i ragazzi terribili di Stefano Pioli possono essere protagonisti.
Partiamo da questo elemento.
Il Milan, 11 contro 11, ha fatto la partita, ha creato due azioni, una conclusa con una rete, e ha tenuto palla, creato pericoli e bloccato ogni avanzata avversaria.
Una squadra in pieno controllo, con una traversa colpita da Leao segnalato, erroneamente, in fuorigioco.
Di questa squadra e del modo di stare in campo non c'è molto da dire, se non che si è sfiorata la perfezione tecnica e tattica, quella tecnica mancata solo per la parata sul tiro di Rebic, quella tecnica solo per un centrocampo in leggero ritardo nelle chiusure, tanto che entrambe le ammonizioni, per altro l'ultima piuttosto generosa ma che da regolamento ci poteva stare (step on foot), sono dovute a interventi in leggero ritardo. Vale per Kessie ma anche per Bennacer, Saelamaekers e Diaz.
Niente di grave, qualcosa di assolutamente fisiologico, ma che dimostra che anche in una partita perfetta la squadra può migliorare tantissimo.
La seconda parte di gara, dal minuto 30 del primo tempo, è stata segnata dall'essere in 10 in campo e sono emersi due elementi: la dedizione difensiva e l'applicazione nel supportare i compagni.
Senza entrare nel merito delle scelte di Stefano Pioli e del valore dei cambi, i rossoneri sono riusciti a mostrare un'incredibile capacità di soffrire, con movimenti a copertura ben sincronizzati.
Il problema, ovviamente, è stata la tenuta fisica, perché una partita di questo tipo richiede un dispendio energetico importante e infatti l'azione del gol del pareggio arriva solo al minuto 84.
I ragazzi sono stati assolutamente defraudati da un pareggio assolutamente meritato da un'interpretazione personalissima da parte dell'arbitro e dal VAR che hanno negato l'evidenza delle immagini.
Per questo, la rabbia per i tifosi rossoneri è diventato il sentimento predominante, mentre prima di tutto andavano elogiati i ragazzi.
Un Milan così, in queste condizioni, non ha ancora del tutto pregiudicato il passaggio di turno, obiettivo che fino a un anno fa sembrava del tutto impensabile, ma sarà necessario fare un passo in avanti a livello di gestione della gara, senza cadere nell'errore di regalare un giocatore agli avversari per falli non necessari, e un numero di giocatori infortunati minore.
Questo Milan può essere protagonista in Champions, non solo in campionato.


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