Una settimana per capire che Milan sarà Affrontiamo Lazio, Liverpool e Juventus con tanti giocatori in forma precaria

10/09/2021

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Quella che abbiamo davanti è una settimana decisamente importante, forse fondamentale, per l’annata del Milan.
Da domenica a domenica affronteremo la Lazio a San Siro e poi due trasferte intriganti: a Liverpool contro i Reds di Klopp e a Torino contro la Juventus. Tre gare e quasi zero allenamenti.
Fossimo nello stato di forma di un anno fa, saremmo decisamente ottimisti: girava tutto bene ed eravamo una macchina da gol.
In questo momento invece c’è qualche perplessità.
A centrocampo abbiamo Kessie fresco reduce da infortunio, Bennacer che lentamente sta entrando in forma, Krunic ritornato dalla nazionale con un acciacco e Bakayoko appena arrivato e quindi ancora fuori dai meccanismi di gioco. Per fortuna Tonali sta crescendo esponenzialmente, poiché gli altri hanno ancora una condizione precaria e non hanno i 90 minuti nelle gambe.
In avanti abbiamo arruolabili Leao, Rebic, Saelemaekers, Diaz e Castillejo. Bravini, ma necessitano di una punta vera. Per quanto tempo starà fuori Giroud? Col virus non si sa mai ed è difficile fare previsioni.
Ci sono Ibrahimovic e Pellegri, entrambi reduci da infortunio.
Per lo svedese è impossibile pensare ad un impiego full time in tutte e tre le partite. Alla sua età è elevato anche il rischio di ricadute o riacutizzarsi di vecchie ferite.
Pellegri è sicuramente più giovane, ma anche lui si è allenato pochissimo.
Ecco quindi che Pioli dovrà inventarsi delle necessarie rotazioni, con cambi mirati, che non portino i giocatori né a spomparsi subito, né a infortunarsi nuovamente. Naturalmente, avendo come obiettivo i tre punti a gara o almeno il massimo possibile
Occorre ragionare quindi in termini di “workload management”. E’ un termine molto di attualità che indica la misurabilità della quantità di attività agonistica ottimale che un giocatore può svolgere in base alle sue condizioni. Molto usato nell’NBA, è diventato un fattore essenziale per prevenire gli infortuni e assicurare il corretto recupero dagli stessi.
Vista la condizione precaria di molti, oltre al fatto che i giocatori più usurati non possono giocare ogni tre giorni (vedi Kjaer, per esempio), occorrerà fare delle scelte per garantire che non si incorra nell’errore di forzare l’impiego di un giocatore con il risultato di vederlo infortunato e perderlo per un periodo di tempo.
La prossima settimana Pioli dovrà lavorare col bilancino e col cronometro.


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