Napoli - Milan: analisi della partita Una gara particolare, ma anche una prova di maturità

27/11/2020

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Il Milan è tornato da Napoli con due grandi certezze: la prima è di essere una bella squadra che può andare lontano, la seconda è che è una squadra molto temuta dalle avversarie.
Se il primo elemento è sostanzialmente immutato dalla ripresa del campionato scorso, la seconda è una novità.
Il Napoli è una squadra costruita per raggiungere traguardi importanti, ma per la prima volta si è visto un certo timore reverenziale nei confronti dei rossoneri, cosa che non era avvenuta contro la Roma o nel derby.
Il Napoli è sceso in campo per fare la partita ma con il terrore di prendere gol, attento a chiudere nelle ripartenze rossonere e a bloccare le linee di passaggio.
Un'attenzione che Mister Gattuso ha riservato al Milan perché sapeva che anche un piccolo spazio avrebbe significato un danno.
Non è un caso che nonostante il Milan abbia tenuto il pallino del gioco fino alla rete, questa è giunta per un'invenzione di Theo Hernandez che ha crossato dalla trequarti e da una prodezza di Zlatan Ibrahimovic che ha incornato anticipando la difesa.
Il secondo gol e il terzo succedono nella stessa maniera, sebbene con svolgimenti diversi.
Il Milan ha giocato una buona gara, certo non la migliore, ma ha comunque realizzato tre reti in trasferta.


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La statistica di Mister Pioli, sebbene in panchina sedesse Daniele Bonera, è di quasi il 60% di gare vinte sulla panchina rossonera: un numero strabiliante, ma non è frutto del caso.
Le verticalizzazioni nel momento in cui ci si ritrova con gli spazi liberi sono letali, a prescindere dalla presenza di Ibrahimovic.
Theo Hernandez, con di fronte a se un giocatore più prevedibile come Ante Rebic, è tornato a giocare in maniera molto pericolosa.
Unica pecca, cercando il pelo nell'uovo, è rappresentata dagli spazi a centrocampo, non sempre perfettamente chiusi e nonostante il sacrificio di Saelemaekers si faticano a chiudere, soprattutto con Calhanoglu non ancora in perfette condizioni.
Lo stop forzato di Ibra potrebbe togliere un po' di fiducia alla squadra, ma potrebbe anche trasformarsi in una fortissima motivazione a fare tutti quanti meglio.
Le prossime gare diranno molto sulle possibilità di questo Milan, ma quella che doveva essere una prova di maturità, l'ennesima dell'era Pioli, è stata superata brillantemente.
 


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